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Iran – Hillary Clinton : Noi continueremo a fare tutto quello che possiamo per tutelare il campo Ashraf

Udienza della Commissione Affari  Esteri del Congresso USA
1 marzo 2011

On. Ros-Lehtinen Presidente della Commissione Affari Esteri della Camera dei Rappresentanti:
signora segretario di Stato io rimango preoccupato nei riguardi dell’Iran, perché il Dipartimento di Stato non applica integralmente la legge di sanzione contro l’Iran. Può parlarci sulla situazione delle cinque compagne sottoposte alle sanzioni?

Io avevo chiesto la tutela dei residenti del Campo Ashraf da parte degli USA e qui sono presenti le persone preoccupate per i loro cari che si trovano là. Ringrazio signora segretario di Stato.

On. Brad Sherman, presidente dei democratici del sottocomitato di Terrorismo e Impedimento delle armi nucleari della Commissione Affari  Esteri del Congresso:

La Corte d’Appello degli USA sezione Washington D.C. ha chiesto al Dipartimento di Stato di rivisitare la propria decisione nei riguardi dei Mojahedin del popolo iraniano. Alcuni dei più eminenti esperti dgli Affari esteri  hanno dato parere di depennamento dei Mojahedin del popolo dalla lista. Questo è l’unico argomento su cui H. D. e Joan Bolton dono d’accordo. Non c’è bisogna di dire che anche generale James jons, Bill Richardson e Li Hamilton l’hanno ribadito. Io ho chiesto un briefing riservato dal sottocomitato competente e ma il Dipartimento di Stato non l’ha richiesto e ha dato l’incarico alla società d’Informazione cui ci ha fornito il briefing riservato.  Veramente, dopo questo briefing io mi sono convinto che non è successo nulla, in questo secolo, che giustifichi la presenza dei Mojahedin del popolo nella lista. Questo briefing ha consolidato la mia convinzione che i Mojahedin del popolo sono stati inseriti nella lista come parte della proposta di pace o concessioni a Teheran. Io spero che lei personalmente rivisita questo inserimento, secondo quanto la Corte ha chiesto al Dipartimento.

Giudice Ted poe, membro del comitato di Terrorismo e Impedimento delle armi nucleari della Commissione Affari  Esteri del Congresso:

Anch’io come voi credo che nel nostro spirito, nello spirito di ogni uomo in ogni parte del mondo c’è un urgente bisogno di libertà. Qualsiasi definizione le darete, ma questa c’è dentro di noi. Il penso che questa istanza c’è anche in Iran, come ogni altra parte del mondo. Qua ci sono molti americani di origine iraniana, molti di loro hanno parenti ad Ashraf. Molti hanno perso i loro cari ad Ashraf. Questi hanno parenti in Iran, e io credo che i giovani iraniani abbiano lo stesso spirito di libertà. Io ho una domanda e non so la sua risposta. Gli Stati Uniti d’America finora ha preso la posizione di sostenere un paese e alla fine sostengono i ribelli, oppure quegli che vogliono prendere il paese. Noi cosi abbiamo deciso in Libia, e penso che il governo americano sostenga i ribelli. Noi qualche volta facciamo questo qualche volta no. Io non credo che ci sia un dittatore più grande di questo nano beduino dittatore, Ahmadinejad. Il suo comportamento con il suo popolo e i suoi appelli alla guerra è una dichiarazione di guerra a quasi tutti noi.

Noi quando, come una nazione arriveremo a quel punto, come in Libia, a dire “te ne devi andare!” quando arriveremo alla decisione di dire “te ne devi andare!” all’Iran.

Signora Hillary Clinton, segretario del Dipartimento di Stato:

Onorevoli io penso che noi dobbiamo sostenere chi nel suo paese tenta e si batte per la libertà. E noi lo facciamo nei riguardi dell’Iran.  È spiacevole che il regime reprima cosi il suo popolo. Ha fatto di tutto per annientare la sua opposizione. Perciò noi continuiamo il nostro sostegno, che sarà anche forte.
 
Ma stiamo cercando quello storico momento e occasione in cui una buona parte della popolazione sia disponibile resistere per ottenere i propri diritti.  In molti paesi come l’Unione Sovietica è durato molti anni. Quando nei paesi ci è stato un movimento noi ci siamo stati e l’abbiamo sostenuto. Noi possiamo vedere questo in Medio Oriente e nel Nord Africa. L’Iran è un esempio più duro. Ma facciamo tutto quel che possiamo per sostenere che chiede libertà. Permettetemi di dire per registrare; in alcune udienze più volte s’è accennato ai Mojahedin del popolo e so che qui ci sono molti dei  loro rappresentanti e come sa questo comitato il 16 luglio 2009 la Corte della sezione di Washington D.C. ha ordinato al Dipartimento di Stato di consentire ai Mojahedin del popolo di rispondere alla parte non pubblica dei dossier come il processo di rivisitazione dell’inserimento secondo cui si trova nella lista dei gruppi terroristici e per questo noi stiamo valutando l’etichettatura secondo la decisione della Corte e secondo la legge. Questa valutazione porterà ad un nuova decisione nell’inserimento dei Mojahedin del popolo.

Giudice Ted.Poe:
Quando pensa di prendere questa decisione?

Hillary Clinton:
Lei sa che sta andando avanti. Queste sono valutazioni e rivisitazioni importanti e noi con la velocità  che possiamo prendiamo decisioni.

Giudice Ted.Po.:
Io insieme ad altri abbiamo incontrato il Dipartimento e la CIA e io partecipato ai loro briefing riservati. Io consiglio al Dipartimento, in base alle informazioni che ho, di prendere questa decisione.  Io sono tra coloro che crede che bisogna cancellare il loro nome dalla lista. Spero che non ci sia bisogno che il Congresso prenda questa decisione e il Dipartimento da solo lo faccia e depenni il loro nome. Io domando se è giunta l’informazione al Dipartimento, con qualsiasi risultato, ma il Dipartimento in un riservato briefing ci consulti, cosicché anche noi sappiamo.

La mia ultima domanda è sulle mie preoccupazione nei riguardi del Campo Ashraf. Loro sono in ansia, i loro parenti sono in ansia, perché io penso che il tempo non sia a loro favore. Lei che valutazioni ha, quando noi lasciamo quel posto che cosa accadrà? I residenti del Campo Ashraf saranno allontanati dai confini oppure saranno spediti in Iran o andranno in Europa? Qual è la sua previsione?

Hillary Clinton:
permettetemi di dire che noi seguiamo la situazione da molto vicino. Noi cerchiamo di indagare su tutti i punti menzionati. Noi sappiamo che i combustibili e i generi alimentari in quantità sufficiente trovano accesso sotto la nostra sorveglianza e pressione. Noi siamo anche al corrente di continue provocazioni. Perciò noi parliamo quotidianamente con il governo iracheno e con le Nazioni Unite e facciamo tutto quel che possiamo per tutelarli.

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