domenica, Novembre 27, 2022
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Iran: Giustiziate 46 persone in 9 giorni

Il regime teocratico ha impiccato almeno 46 prigionieri nelle città di tutto il paese dal 2 al 10 Agosto. 26 di questi erano prigionieri politici.

L’esecuzione segreta di Shahram Amiri, uno scienziato nucleare del regime, dopo sei anni di reclusione, l’impiccagione di tre prigionieri tra cui un ragazzo di 23 anni avvenuta a  Saqqez, quella di un prigioniero nel carcere di Taybad, nella provincia di Khorasan Razavi, e di altri due nel carcere centrale di Qazvin il 3 Agosto, l’esecuzione di quattro prigionieri nel carcere centrale di Oroumiyeh e di uno a Miandoab,

l’impiccagione in pubblico di un prigioniero nella città di Saveh il 9 Agosto e l’impiccagione di tre prigionieri il 10 Agosto nel carcere di Gohardasht a Karaj sono solo alcuni dei crimini commessi dal regime negli ultimi giorni. Il dipartimento di giustizia di Saveh, parlando in un comunicato di queste condanne a morte ha detto: “La magistratura non rinuncerà a punire con severità coloro che minacciano la sicurezza pubblica” (IRNA – 9 Agosto 2016).

Amoli Larijani, l’aguzzino-capo della magistratura del regime, in risposta alla crescente ondata di proteste e di sdegno del popolo iraniano e agli appelli delle autorità e delle organizzazioni internazionali per una moratoria sulle esecuzioni, la tortura e la repressione, ha definito le pene brutali del regime teocratico “un castigo” e “la linfa vitale”, ed ha aggiunto: “(Il regime del) l’Iran nel combattere il terrorismo (leggasi dissidenti e manifestanti) non tollererà … e non sacrificherà i suoi valori per qualche dichiarazione e per le false reazioni dei cosiddetti ‘difensori dei diritti umani’” (Tasnim- agenzia di stampa della forza terroristica Qods – 8 Agosto 2016).

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

10 Agosto 2016

 

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