mercoledì, Febbraio 1, 2023
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Iran – Ex-alti funzionari U.S.A.: “L’apparizione di Maryam Rajavi al Congresso, una buona mossa”

Con una rara iniziativa bipartisan, 20 illustri ex-funzionari del Governo degli Stati Uniti per la sicurezza nazionale e la politica estera, insieme a capi dell’esercito, in una lettera congiunta hanno espresso il loro sostegno alla leader dell’opposizione iraniana Maryam Rajavi, Presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), che renderà testimonianza di fronte al Congresso U.S.A.

L’intervento di Maryam Rajavi è in programma durante un’udienza su “ISIS: Definire il Nemico”, in videoconferenza mercoledì di fronte al Sottocomitato per gli Affari Esteri della Camera, sul Terrorismo, la Non-Proliferazione e il Commercio, presieduto dal Rep. Ted Poe (R-TX).

Gli ex-alti funzionari americani hanno detto: “Come donna musulmana che difende una interpretazione tollerante e democratica dell’Islam, la libertà individuale, la separazione tra religione e stato, la parità tra i sessi e il rifiuto della legge della Sharia, Maryam Rajavi rappresenta l’opposto alle norme del misogino regime iraniano e a tutti i fondamentalisti ed estremisti islamici”.

“L’esperienza personale di Maryam Rajavi alla guida di un movimento popolare contro la dittatura religiosa al potere in Iran, la rende la persona giusta per dare una testimonianza su questa importante questione”, hanno aggiunto.

Tra i firmatari della dichiarazione vi sono Rudy Giuliani – ex-Sindaco di NYC e candidato presidenziale; Howard Dean – ex-Governatore del Vermont, Presidente del DNC e candidato presidenziale; Louis J. Freeh – ex-Direttore dell’FBI; Edward Rendell – ex-Governatore della Pennsylvania e Presidente del DNC; Tom Ridge – ex-Governatore della Pennsylvania e Segretario per la Sicurezza Interna; Mitchell B. Reiss – ex-ambasciatore, Inviato Speciale per il Processo di Pace nell’Irlanda del Nord; Michael B. Mukasey – ex-Procuratore Generale; John Bolton- ex-Ambasciatore U.S.A. alle  Nazioni Unite; Frances Townsend – ex-Consigliere del Presidente sulla Sicurezza Interna; il Generale (in congedo) Charles (Chuck) Wald- ex-vice Comandante del Comando U.S.A. in Europa; il Generale di Corpo d’Armata (in congedo) David Deptula – ex-vice Capo di Stato Maggiore dell’aviazione militare americana per l’attività d’Intelligence, Sorveglianza e Ricognizione; Linda Chavez -ex-Assistente del Presidente per le Pubbliche Relazioni; Robert Joseph, ex-Sottosegretario di Stato per il Controllo delle Armi e la Sicurezza Internazionale; Patrick Kennedy – ex-deputato del Rhode Island e John Sano – ex-vice Direttore della CIA, National Clandestine Security.

In un altro comunicato l’Ambasciatore Lincoln Bloomfield, ha fortemente difeso la testimonianza in programma della leader dell’opposizione iraniana, Maryam Rajavi, di fronte al Congresso U.S.A.

Bloomfield, Assistente Segretario di Stato per gli Affari Politici e Militari nell’amministrazione di George W. Bush, in un comunicato ha detto: “Era prevedibile che avendo il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana e le entità che lo compongono, tra cui il MEK, combattuto con successo ed ottenuto la rimozione da tutte le liste terroristiche di Europa e Nord America, alla leader del CNRI Maryam Rajavi venisse data ad un certo punto l’opportunità di essere sentita a Washington. Era ugualmente prevedibile che le vecchie accuse di terrorismo di comportamento settario di questo gruppo si ridestassero”.

Bloomfield ha condotto ricerche e indagini esaustive sul MeK ed è autore di un paio di libri e di studi su questo argomento. Ha respinto le accuse contro l’opposizione iraniana e nell’evidenziare la vasta campagna di demonizzazione attuata da Tehran contro il suo maggior oppositore ha detto: “Ai governi occidentali è stato chiesto per molti anni dal regime iraniano di controllare il MEK come un’organizzazione terroristica. Si è ripetutamente scoperto che il Ministero dell’Intelligence iraniano pagava degli agenti o cercava di pagare fonti affidabili in diversi paesi, per divulgare accuse contro il MEK che non sono supportate da nessuna prova storica. Ma molte di queste accuse diffamatorie continuano ad essere ripetute dai media americani, da attuali o ex-funzionari americani, nessuno dei quali ha prodotto prove credibili a loro sostegno”.

L’ex-membro della Camera dei Rappresentanti americana Tom Tancredo, ha scritto su The Hill mercoledì: “Voglio elogiare i miei ex-colleghi, il presidente del Comitato per gli Affari Esteri della Camera Ed Royce (R-Ca) e il presidente del sottocomitato sul Terrorismo, la Non-Proliferazione e il Commercio, Giudice Ted Poe (R-TX), per aver fatto la cosa giusta ed aver permesso al Congresso degli Stati Uniti di avere l’opportunità di esaminare i fatti e di sentirli da coloro che operano sul campo, piuttosto che basarsi solo su esperti interni.

“La testimonianza di Maryam Rajavi di fronte al Congresso era necessaria da tempo”, ha detto Tancredo.

“Il movimento di Rajavi ha avvertito il mondo del progetto nucleare clandestino dell’Iran, denunciato l’invasiva presenza dell’Iran in Iraq e la sua rete di operazioni terroristiche che ha esportato i congegni esplosivi improvvisati in Iraq per uccidere i militari americani. L’opposizione ha anche scatenato una guerra culturale e politica contro il fondamentalismo islamico che proviene dall’Iran. I suoi onnipresenti rappresentanti hanno galvanizzato una campagna mondiale contro le violazioni dei diritti umani in Iran, in particolare quelle contro le donne”.

“In questo senso, se la questione è l’ISIS e la definizione del nemico, Maryam Rajavi è certamente qualificata a parlarne, dato che il suo movimento lotta contro un regime che persegue la violenza settaria in Iraq e che sostiene Assad, cose che hanno condotto all’ascesa dell’ISIS. Se si tratta del fondamentalismo islamico e del ruolo di Tehran, Maryam Rajavi è più che qualificata a parlarne. Se si tratta del programma nucleare iraniano, il suo movimento ha monitorato questa questione per tutto l’ultimo decennio. Sulle violazioni dei diritti umani di quelli con la mentalità dell’ISIS, il suo movimento ha subito il peso della repressione e delle esecuzioni in Iran. Ben 120.000 attivisti del suo movimento sono stati giustiziati in Iran negli ultimi tre decenni, dalle mani di coloro che sono, di fatto, mentori dell’ISIS”.

“Per evitare che le voci sull’Iran siano monolitiche a Washington, si deve portare il popolo iraniano all’interno di quest’equazione e Maryam Rajavi fornisce una voce seria e realistica. E su questo non si discute”.

 

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