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Iran: 115 esecuzioni in due settimane

Il fascismo assassino dei mullah ha nettamente aumentato le esecuzioni per ritardare la sua caduta

Dopo l’ondata di esecuzioni svoltasi in diverse città in Iran, il disumano regime teocratico ha mandato sul patibolo altri 30 prigionieri dal 22 al 26 Aprile. Nove sono stati impiccati collettivamente il 22 Aprile nella prigione di Vakil Abad a Shiraz. Il 23 Aprile altri sedici detenuti sono stati giustiziati a Bandar Abbas, Kerman e Jiroft.

Il 25 e 26 Aprile tre detenuti nella prigione di Rasht ed altri due sono stati giustiziati nelle città di Zanjan e Abhar.

Pertanto il numero delle esecuzioni nelle ultime due settimane, dal 13 al 26 Aprile, è arrivato a 115. Ma il vero numero delle persone giustiziate è molto più alto. Secondo alcune notizie delle ultime settimane, moltissimi detenuti sarebbero stati giustiziati segretamente ad Arak.

I criminali al potere in Iran, circondati da crisi politiche, sociali ed economiche, sempre più gravi e preoccupati per le conseguenze dei negoziati sul nucleare, stanno ricorrendo all’esecuzione, alla tortura e all’uccisione del popolo iraniano più che mai, allo scopo di creare un’atmosfera di terrore e repressione e per impedire la diffusione delle proteste sociali. E questo approfittando del silenzio e dell’inerzia della comunità internazionale verso le brutali e sistematiche violazioni dei diritti umani in Iran.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

27 Aprile 2015

 

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