lunedì, Novembre 28, 2022
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Iran: Esecuzioni illegali e arbitrarie di minorenni

CNRI – Gli esperti delle Nazioni Unite hanno chiesto all’Iran di rispettare le leggi internazionali sui diritti umani e di smettere di giustiziare prigionieri che hanno commesso crimini mentre erano ancora ragazzi. Stanno esortando le autorità iraniane a fermare l’esecuzione di due persone condannate a morte prima dei 18 anni.

Gli esperti dicono di essere sconfortati dall’apprendere che c’è “un’impennata senza precedenti” del numero delle esecuzioni dei delinquenti minorenni nella Repubblica Islamica.

Dicono che è “sconcertante” la quantità di stress e di sofferenze psicologiche che  gli adolescenti subiscono in carcere, dove vengono lasciati a “languire” e che questa non è altro che tortura.

Una delle persone in questione è Mehdi Bohlouli, che aveva 17 anni quando è stato condannato a morte per aver accoltellato un uomo, uccidendolo, durante una rissa. Mehdi Bohlouli avrebbe dovuto essere giustiziato diverse settimane fa, dopo circa 15 anni di reclusione, ma l’esecuzione è stata sospesa poche ora prima. Non si sa se sia stata rimandata a data da destinarsi o no.

L’altra persona in questione è Peyman Barandah, che aveva 15 anni quando è stato condannato a morte. Anche lui è stato condannato per aver accoltellato a morte un’altra persona. Dovrebbe essere giustiziato il mese prossimo e non si sa se ci sarà una sospensione.

Gli esperti dell’ONU dicono che questa è la sesta esecuzione in programma, dall’inizio dell’anno, di un imputato minorenne. E questi sono solo i casi noti. Potrebbero essercene altri che non sono stati resi noti. Due delle persone conosciute sono già state giustiziate.

Preoccupati che questo trend prosegua, gli esperti dicono: “Tenendo conto che almeno 90 persone si trovavano nel braccio della morte all’inizio di Aprile, per crimini commessi quando avevano meno di 18 anni, il numero esatto dei giustiziati o di quelli a rischio di esecuzione, probabilmente è molto più alto”.

L’Iran ha approvato un emendamento al suo Codice Penale nel 2013 che da’ la possibilità ai minorenni di avere un nuovo processo. Nel 2016 l’Iran ha assicurato al Comitato dell’ONU per i Diritti del Bambino che questo emendamento sarebbe stato applicato sistematicamente a tutti i minorenni nel braccio della morte.

Ma l’Iran non ha mantenuto la sua promessa. Alcuni di quelli giustiziati di recente non avevano idea che ci fosse la possibilità di un nuovo processo e le richieste di Mehdi Bohlouli e Peyman Barandah di un nuovo processo sono state respinte dalla Corte Suprema. In altri casi in cui è stato concesso un nuovo processo, gli imputati sono stati comunque condannati a morte.

L’Iran è obbligato a trattare i minorenni secondo le convenzioni sui diritti umani, ma agisce senza nessun riguardo a queste. Gli esperti avvertono che l’Iran sta agendo illegalmente e che la comunità internazionale deve intervenire.

 

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