venerdì, Dicembre 2, 2022
HomeNotizieResistenza IranianaThe Washington Post: Il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana... condanna l'aggressione e...

The Washington Post: Il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana… condanna l’aggressione e l’uccisione di un imprenditore iraniano in Turchia, del quale incolpa il governo iraniano

30 Aprile 2017: “Un magnate dei media di origine iraniana è stato ucciso da banditi mascherati nel centro di Istanbul” è il titolo di un articolo sul selvaggio omicidio di un imprenditore iraniano ad Istanbul, Turchia, scritto da Erin Cunningham e pubblicato su The Washington Post. Ecco alcuni estratti di questo articolo.

ISTANBUL – Un magnate della TV di origine iraniana, che aveva avuto alcuni conflitti con il governo iraniano, è stato colpito a morte sabato notte da alcuni sicari mascherati ad Istanbul, hanno riferito i media.

L’identità degli assalitori rimane sconosciuta, ma Saeed Karimian, direttore del Gruppo GEM, una conglomerata dei media di lingua persiana, sembra sia stato ucciso insieme al suo socio kuwaitiano, di cui non è stato riferito il nome.

I due uomini di affari stavano viaggiando all’interno di una lussuosa Sedan in un quartiere esclusivo di Istanbul, quando un altro veicolo gli ha tagliato la strada, permettendo così ai sicari di scaricare le loro armi sull’auto di Karimian, secondo i media turchi. Una macchina, che la polizia sospetta appartenga agli assalitori, è stata ritrovata alla periferia della città.

I media turchi hanno detto che la polizia sta indagando, ma non c’è stato nessun comunicato ufficiale sulla morte di Karimian. Questo imprenditore di 45 anni, che era anche cittadino britannico, sembra sia morto sul colpo, mentre il suo socio sarebbe morto in ospedale, dicono le notizie.

Si è trattato di un attacco sfrontato in una grossa città cosmopolita che ha sollevato la questione sia della sicurezza per i professionisti dei media iraniani all’estero, che dell’ordine pubblico nella prima metropoli turca.

La Turchia e l’Iran sono vicini e importanti soci in affari, ma recentemente le loro relazioni si sono logorate. Questi due rivali regionali hanno appoggiato parti opposte nella guerra civile siriana.

Reporters Without Borders, un organo di controllo della libertà di stampa, classifica l’Iran come uno dei peggiori oppressori dei giornalisti nel mondo. Il movente di questi omicidi rimane tuttavia oscuro.

L’impero mediatico di Karimian comprende almeno 20 canali satellitari che trasmettono in farsi, arabo e azero. Il gruppo possiede uffici al Londra, Istanbul e Dubai e spesso doppia in farsi i programmi stranieri, anche occidentali, per poi trasmetterli in Iran.

Tutto questo ha posto Karimian nel mirino delle autorità ed alcuni funzionari spesso hanno criticato questi programmi perché avrebbero un influenza corruttrice. Lo scorso anno un tribunale della capitale iraniana Teheran, ha condannato Karimian a sei anni in contumacia per “diffusione di propaganda”.

La BBC ha riferito che la famiglia di Karimian ha detto che il governo iraniano lo aveva minacciato negli ultimi mesi e che Karimian aveva in programma di lasciare Istanbul per ritornare a Londra.

Il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, un gruppo anti-governativo legato all’opposizione dei Mujahideen-e Khalq, o Mojahedin del Popolo Iraniano, ha emesso un comunicato domenica per condannare l’attacco, di cui incolpa il governo.

“Karimian era stato per molto tempo l’obbiettivo di una certa propaganda e di calunnie da parte dei media legati ai servizi di sicurezza iraniani”, dice il comunicato.

 

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,633FollowersFollow
40,408FollowersFollow