martedì, Dicembre 6, 2022
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Iran, dure condanne a studenti universitari

Tre giovani sconteranno 10 anni di reclusione per manifestazioni di dissenso al regime

ImageCorriere.com,17 gennaio – Condanne alla reclusione, sospensioni dall’attività didattica, chiusura di pubblicazioni studentesche.
In Iran continuano le iniziative delle autorità nei confronti delle manifestazioni di dissenso nelle università. L’episodio più significativo, di cui ha riferito ieri il quotidiano riformista Etemad, è rappresentato dalle condanne di tre giovani a periodi di reclusione dagli 11 ai 3 anni.

Le sentenze sono state confermate dalla Corte Suprema nei confronti degli studenti, che frequentavano l’Università Shahid Chamran di Ahwaz, nel Sudovest del Paese. I loro nomi sono Hani Bavi, condannato a 11 anni di reclusione, Lafteh Sarkhe, a 10 e Qasem Karshavi, a 3 anni.

Etemad scrive che altri due universitari, Asu Saleh e Kiah Hejazi, sono stati condannati a sei mesi di reclusione – sospesi per tre anni – per gli articoli pubblicati in una rivista da loro diretta, Dahang.
È stata inoltre chiusa, secondo quanto riferisce il quotidiano Aftab, un’altra pubblicazione studentesca, Tahmeh Azadi (Il sapore della libertà), curata dall’associazione degli studenti del politecnico Amir Kabir di Teheran, dove il presidente iraniano Ahmadinejad venne duramente contestato durante una visita compiuta un mese fa.

E proprio da quest’ultimo ateneo è arrivata la notizia che uno studente del corso di dottorato in chimica, Matin Meshkin, è stato definitivamente espulso dall’attività didattica. In un altro ateneo della capitale, l’università statale, ben 58 studenti hanno ricevuto ammonizioni dal comitato disciplinare per la loro attività politica negli ultimi sei mesi. «Ciò – ha detto Ali Niku Nesbati, membro del comitato centrale del Tahkim-Vahdat, la principale organizzazione riformista studentesca – mostra la determinazione del governo nel reagire contro gli studenti che muovono delle critiche».
In un documento pubblicato dalla stampa alla fine di dicembre, 542 attivisti politici e culturali hanno denunciato le misure restrittive imposte dal governo alle attività degli studenti universitari, esprimendo la loro "grave preoccupazione".

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