venerdì, Dicembre 9, 2022
HomeNotizieDiritti UmaniIran: Condannate un'attivista civile in carcere e le sue sorelle, accusate di...

Iran: Condannate un’attivista civile in carcere e le sue sorelle, accusate di insulti agli agenti della sicurezza

CNRI – Secondo alcune notizie, l’attivista civile Atena Daemi, attualmente detenuta, e le sue due sorelle Aniseh ed Hanieh, sono state condannate al carcere con pena sospesa, per “insulti agli agenti in servizio”.

Secondo la sentenza della corte, il presidente del tribunale penale di Teheran, il giudice Ali Babaee  ha detto che “la resistenza all’arresto” non è stata dimostrata, ma gli “insulti agli agenti in servizio” sì.

Secondo la sentenza, ciascuna delle imputate riceverà una condanna a tre mesi e un giorno di prigione, compresi i giorni già scontati in custodia.

Atena Daemi è stata condotta in carcere a Dicembre 2016 per scontare la sua condanna a sette anni di reclusione alla quale era stata condannata in precedenza.

Atena Daemi è stata processata da un tribunale presieduto dal giudice Moghiseh a Marzo 2015 e accusata di “associazione, collusione e propaganda contro il paese”, “blasfemia e insulti al leader” e “occultamento di prove del crimine”.

Intanto Amnesty International prima del suo arresto, aveva detto che Atena Daemi era solita criticare i funzionari per l’alto tasso di esecuzioni in Iran attraverso i suoi posts su Facebook, denunciare la pena di morte con disegni sui muri, visitare le tombe delle vittime delle proteste contro i risultati delle elezioni presidenziali del 2009 e parlare dei prigionieri politici alle organizzazioni per i diritti umani all’estero.

Masoumeh Nemati, la madre di Atena all’epoca aveva detto in un’intervista che dopo la denuncia delle Guardie Rivoluzionarie contro sua figlia, questa è stata accusata di altri cinque reati, tra cui “resistenza all’applicazione di un ordine della corte”. 

Riguardo al suo arresto, Atena Daemi aveva detto in una lettera aperta pubblicata il 1° Dicembre, di aver chiesto agli agenti di mostrarle l’ordine di arresto mentre facevano irruzione in casa sua senza mostrare nulla e picchiando lei e le sue sorelle.

Gli agenti, mentre la portavano in carcere le hanno detto: “Ti faremo diventare un brodo, così non penserai più ad uscire di prigione”, secondo questa attivista civile.

Dopo l’arresto di Atena, lei e suo padre hanno sporto denuncia contro le Guardie Rivoluzionarie per essere entrate senza permesso nella loro casa. Ma a che punto sia la denuncia è attualmente ignoto.

Nel frattempo le due sorelle di Atena, insieme al marito di una di loro, sono state convocate presso la quarta sezione del cosiddetto tribunale Shahid Moghaddas nel carcere di Evin per “alcuni chiarimenti”, dopo che è stata presentata una denuncia contro di loro dai funzionari della magistratura.

 

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,632FollowersFollow
40,487FollowersFollow