sabato, Dicembre 3, 2022
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Un quotidiano ufficiale del regime iraniano: “Nessuna serratura è stata aperta dalla chiave di Rouhani”

CNRI – Il quotidiano ufficiale Resalat, il 4 Aprile in un suo articolo ha ricordato le inconcludenti promesse elettorali fatte dal presidente iraniano Hassan Rouhani in quattro anni di carica. Il giornale scrive con sarcasmo: “Rouhani teneva sempre in mano una grossa chiave durante la campagna presidenziale e gli incontri politici. Era solito dire che questa chiave avrebbe aperto le serrature e risolto i problemi del paese. La lunghezza e la larghezza della chiave erano talmente esagerate che, a quanto pare, non ha aperto nessuna serratura! Perciò è stato dimostrato nella pratica che non avrebbe aperto nessuna serratura.

Le sanzioni dovevano essere rimosse ma, in realtà, abbiamo visto che non solo le sanzioni non sono stata rimosse, ma che un nuovo embargo è iniziato e che i nostri impianti nucleari sono stati messi pesantemente sotto chiave.

Il quotidiano ufficiale Resalat ha aggiunto: “Rouhani ha fatto 150 promesse economiche all’epoca, dicendo che avrebbe aperto le serrature economiche con la sua chiave magica. Ma in realtà la recessione, l’inflazione e la disoccupazione gettano sempre di più la loro ombra sull’economia del paese. Il passaporto iraniano doveva riguadagnarsi la sua importanza, ma nulla è successo. I problemi sociali non sono stati risolti e, sfortunatamente, la quantità di divorzi, di dipendenze e il traffico di droga è cresciuto in una maniera senza precedenti.

Nessuna misura efficace è stata presa in campo culturale e del ciberspazio. Le istituzioni culturali, in particolare l’Iran Broadcasting (IRIB), non sono state fornite di un budget sufficiente. Perciò il nemico è diventato più determinato nello sviluppo di una politica per l’invasione culturale del nostro paese”.

Il quotidiano Resalat si è poi rivolto a Rouhani dicendo: “Lui (Rouhani) nel campo della politica interna ha commesso gravi ingiustizie accusando dei critici comprensivi di ignoranza, estremismo, laicismo, arretratezza, di essere i nuovi ricchi, di vigliaccheria, di demagogia e di non avere un’identità. Egli ha scosso l’unità e la coesione nazionale. Ma di fronte a queste crudeli ingiustizie, il caro presidente ha detto ai critici: “Andate al diavolo! Di solito non ‘c’è chiave per queste questioni che possa aprire nessuna serratura”.

 

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