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Iran: Aumento della repressione contro i prigionieri politici. Appello per la creazione di una missione internazionale d’indagine

La Resistenza Iraniana chiede a tutte le autorità internazionali, in particolare all’Alto Commissario per i Diritti Umani, all’Inviato Speciale sulla Situazione dei Diritti Umani in Iran e agli inviati speciali sulle Detenzioni Arbitrarie e il Diritto alla Vita, di prendere misure urgenti ed efficaci per salvare la vita dei prigionieri politici e chiede la creazione di una missione investigativa che affronti la terribile situazione dei prigionieri politici in Iran.

Mohammad Nazari, 46 anni, prigioniero politico curdo detenuto nella sezione 4 del carcere di Gohardasht a Karaj, ha perso 25 chili a causa di quasi tre mesi di sciopero della fame e ora si trova in condizioni gravissime. Si trova in carcere da 24 anni. Il criminale che lo ha interrogato gli ha detto: “Quando morirai, parleranno di te uno o due giorni e questo è tutto”.

Il prigioniero politico Sohail Arabi, 32 anni, blogger e fotografo, aveva appena terminato uno sciopero della fame di 52 giorni, ma dopo essere stato trasferito nella sezione dei prigionieri politici ha ripreso lo sciopero della fame mercoledì 18 Ottobre. Dopo che le guardie del carcere hanno attaccato la sezione 350 del carcere di Evin è stato trasferito nella sezione 8, uno dei posti peggiori del carcere di Evin in cui sono detenuti delinquenti comuni. Arabi non ha neanche un posto per riposare in questa sezione ed è stato piazzato nel corridoio.

Arash Sadeghi è stato trasferito nel carcere di Gohardasht dopo che le guardie hanno attaccato la sezione 350. In questo posto si trova sotto stretto controllo di sicurezza e in condizioni molto difficili. Sadeghi soffre di varie malattie ed è in condizioni fisiche estremamente sfavorevoli a causa di un lungo sciopero della fame, gli agenti dell’intelligence dell’IRGC gli impediscono sempre di ricevere cure mediche.

Le guardie dell’Istituto Centrale di Ardebil hanno aumentato le pressioni sulla prigioniera politica Maher Ka’bi, una studentessa di 25 anni appartenente alla minoranza araba. Gli agenti del regime hanno aumentato le pressioni anche sulla sua famiglia a causa del suo sciopero della fame. L’Istituto Centrale di Ardebil viene considerato come un luogo di esilio per i prigionieri politici, a causa delle sue condizioni degradate.

Il 17 Ottobre cinque prigionieri politici sono stati picchiati nella sezione 1 del reparto psichiatrico dell’Istituto Centrale di Orumieh dagli aguzzini e i criminali delle bande mafiose affiliate agli agenti del regime nel carcere e due di loro sono stati trasferiti nelle celle di isolamento.

Anche Rassoul Hardani, un prigioniero politico di 36 anni, è stato selvaggiamente picchiato e ferito dai mercenari reclutati dagli agenti del regime all’interno del carcere. Per punizione, Hardani è stato trasferito nella sezione 30 del carcere di Gohardasht, luogo di detenzione per i criminali comuni. Poi è stato trasferito in isolamento. A Rasoul Hardani, che si trova in carcere insieme a suo fratello da quando aveva 18 anni, vengono negate le cure mediche nonostante sia malato.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

23 Ottobre 2017

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