venerdì, Febbraio 3, 2023
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Iran – Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica: “Le continue modifiche a Parchin hanno minato la capacità dell’agenzia di condurre una verifica efficace”

Vietando ispezioni rigorose a Parchin, il regime iraniano sta cercando di impedire la scoperta di attività militari precedenti e di lasciare la via aperta ad ulteriori attività clandestine

L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), nel suo recente rapporto al suo Consiglio Direttivo ha dichiarato: “In un luogo specifico del sito di Parchin, l’agenzia ha continuato ad osservare, attraverso immagini satellitari, la presenza di veicoli, attrezzature e probabili materiali da costruzione.

Inoltre, un piccolo ampliamento ad un fabbricato preesistente sembra essere (stato) costruito”. L’AIEA ha ribadito che: “Le attività che hanno avuto luogo in questo sito sin da Febbraio 2012, probabilmente mineranno la capacità dell’agenzia di condurre una verifica efficace”.

Il rapporto afferma: “L’Agenzia è preoccupata per la possibile esistenza in Iran di attività non dichiarate relative al nucleare, che coinvolgono organizzazioni legate all’esercito, come le attività relative allo sviluppo di testate a carica nucleare per i missili. All’Iran viene richiesto di collaborare pienamente con l’Agenzia su tutte le questioni pendenti, in particolare quelle che sollevano preoccupazioni sui possibili aspetti militari del programma nucleare iraniano, fornendo accesso senza rinvii a tutti i siti, impianti, persone e documenti richiesti dall’Agenzia”.

Il sommario alla fine del rapporto afferma: “L’Agenzia non è nella posizione di fornire una garanzia credibile sull’assenza di materiale e di attività nucleari non-dichiarate in Iran e perciò di concludere che tutto il materiale nucleare in Iran venga impiegato in attività pacifiche”.

Reza Najafi, il rappresentante del regime all’AIEA, irritato per la rivelazione di attività illecite a Parchin ha detto: “Ancor più ridicolo è che si afferma che una piccola sezione è stata aggiunta ad un fabbricato vicino al luogo dichiarato dall’AIEA e non è chiaro cosa questo abbia a che fare l’Agenzia”. E stupidamente ha aggiunto: Il regime “non ha bisogno del permesso dell’agenzia per costruire nei suoi impianti”. Ha definito  le “accuse infondate” sui “possibili aspetti militari del programma nucleare”, “dettagli tecnici e non necessari” che hanno reso “inutile questa parte del rapporto” (agenzia di stampa Fars, affiliata all’IRGC – 27 Agosto 2015).

Il recente rapporto dell’AIEA indica che il regime iraniano è estremamente timoroso della rivelazione delle sue attività a Parchin e che cerca di nascondere le sue precedenti attività per la costruzione della bomba ostacolando ispezioni accurate e rigorose, in modo da lasciare aperta la via a future attività clandestine. L’atteggiamento del regime iraniano verso le ispezioni a Parchin dimostra questa verità, e cioè che i mullah capiscono solo il linguaggio della forza e che utilizzano i negoziati, come nell’ultimo paio di decenni, per fuorviare la comunità internazionale e proseguire con il loro progetto per la costruzione della bomba.

Come la Resistenza Iraniana ha molte volte rivelato, come a Novembre 2014, Parchin è stato uno dei siti principali dell’organo responsabile della fabbricazione delle armi nucleari, noto in precedenza come “Centro per lo Sviluppo di Tecnologia Avanzata per la Difesa”.

Saeid Borji, uno dei principali direttori di quest’organo, era in contatto diretto con lo scienziato ucraino Vyacheslav Danilenko, che costruì la camera esplosiva di Parchin. Borji era il capo del “Centro per Ricerca e le Tecnologie sugli Esplosivi e le Esplosioni” (Metfaz), che è uno dei dipartimenti dell’organo responsabile della costruzione della bomba. Borji ha appreso la conoscenza e l’esperienza di Danilenko direttamente da lui.

Dall’altro lato, “l’Accordo separato II, concluso tra lo Stato Islamico dell’Iran e l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica” sulle ispezioni a Parchin, rivelato recentemente dall’Associated Press, è stato firmato dal brigadiere generale dell’IRGC Ali Hosseini-Tash, sotto-segretario per gli Affari Strategici del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale del regime iraniano (SNSC). Negli ultimi due decenni, in particolare quando gli esperimenti nella camera esplosiva sugli esplosivi e le detonazioni furono condotti a Parchin, Ali Hosseini-Tash era l’ufficiale di più alto grado coinvolto nel progetto per la costruzione della bomba.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

29 Agosto 2015

 

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