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Iran: 1500 persone arrestate durante la Festa del Fuoco

Appello per il loro rilascio immediato

Mohammad Sharafi, uno dei comandanti delle forze di sicurezza iraniane, ha dichiarato che le forze repressive hanno arrestato quasi 1500 persone durante la Festa del Fuoco (agenzia di stampa ufficiale ISNA – 15 Marzo). Questi arresti dimostrano la reazione terrorizzata delle autorità di fronte ai giovani iraniani che, a dispetto di tutti gli avvertimenti minacciosi del regime, hanno trasformato la Festa del Fuoco in un teatro di scontri con questo regime dispotico e in un’opportunità per esprimere il loro disgusto per il regime.

La Resistenza Iraniana chiede alle Nazioni Unite e ai suoi organismi competenti, nonché a tutte le organizzazioni internazionali in difesa dei diritti umani, di intervenire con urgenza per ottenere il rilascio degli arrestati e chiede inoltre al popolo iraniano di correre in aiuto delle loro famiglie.

La Festa del Fuoco è stata celebrata diffusamente nella maggior parte delle città iraniane, nonostante gli organi repressivi e l’apparato propagandistico del regime siano ricorsi ad ogni mezzo per impedirla.

Anche i prigionieri del carcere di Gohardasht hanno celebrato questa festa, nonostante tutte le restrizioni, gridando slogan come “Morte al dittatore”, “Morte al regime dei mullah” e cantando inni nazionali.

In molte città come Teheran, Mashhad, Shahr-e-Kord e Baneh, i giovani hanno aggredito i mercenari Basij del regime, con granate artigianali, e in alcune città come Teheran, Shiraz, Isfahan, Mashhad, Yasouj e Shahr-e-Kord, giovani coraggiosi sono rimasti coinvolti in scontri con le forze repressive che stavano cercando di impedire alla gente di celebrare la festa. Hanno dato alle fiamme le immagini di Khamenei e di Khomeini a Teheran, Arak, Rafsanjan, Langrood e Rasht.

In diverse strade e piazze di Teheran c’era una folla talmente compatta che i media di stato hanno detto: “La Festa del Fuoco ha bloccato le strade di Teheran”. I giovani a Teheran hanno espresso il loro odio verso questo regime anti-iraniano gridando slogan come “I mullah devono essere uccisi”, “Il dittatore deve sapere che verrà presto rovesciato” e gettando fuochi d’artificio contro i veicoli delle forze di sicurezza.

I giovani hanno chiuso la strada alle pattuglie delle forze di sicurezza nella zona sud di Teheran. Nella regione di Afsarieh, a Teheran, gli agenti delle forze repressive che volevano inseguire i giovani sono stati talmente puniti da loro che hanno dovuto essere mandati in ospedale.

A Mashhad i giovani hanno lanciato bombe Molotov contro la base dei Basij in Vakil-abad Boulevard. È stato anche riferito dai media del regime che sono stati lanciati petardi che poi sono esplosi contro i veicoli delle forze di sicurezza, tra Hashemieh Boulevard e 19th Street.

A  Tabriz, un veicolo che trasportava le forze repressive di sicurezza, è stato colpito dalle granate artigianali lanciate dai giovani. A Shahr-e-Kord, i giovani hanno appiccato il fuoco ovunque nella città ed iniziato a scontrarsi con le forze di sicurezza usando bombe Molotov.

A Rasht, la gente gridava “Morte al dittatore” e “Quest’anno è l’anno del fuoco”, bruciando le immagini di Khomeini e costringendo così i mercenari del regime ad abbandonare la scena.

A Baneh, c’era talmente tanta gente che le forze repressive, spaventate dalla rabbia dei giovani, non hanno osato scendere dai loro veicoli.

Nelle città di Kashan, Yasouj, Kermanshah, Ardebil, Oroomieh, Mahshahr ed Asalooyeh, nonostante la massiccia presenza delle forze di sicurezza si è udito ovunque il suono dei fuochi d’artificio, della gioia e delle risate dei giovani. Nel Nabovat Alley di Ahwaz, si poteva sentire il rumore di fuochi di artificio, di spari e dell’esplosione delle granate nei pressi delle basi militari.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

17 Marzo 2017

 

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