mercoledì, Febbraio 1, 2023
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Il regime iraniano continua a reprimere il popolo

Di Mahmoud Hakamian
Rapporti provenienti dall’Iran riferiscono l’arresto di due artisti iraniani in seguito alla loro partecipazione ad una riproduzione del “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare.
Gli arrestati sono Saeed Assadi, direttore del teatro che ospitava lo spettacolo, e Maryam Kazemi, regista della pièce.

Un ufficiale del dipartimento della cultura del regime ha dichiarato che i due artisti sono stati arrestati Domenica ma ha affermato che l’accaduto si basava su un fraintendimento.
L’arresto è avvenuto subito dopo il rilascio di un video trailer dello spettacolo. Probabilmente, la causa degli arresti è il fatto che gli uomini e le donne ballano insieme. La legge in Iran vieta agli uomini ed alle donne di danzare assieme in pubblico; inoltre alle donne è vietato proprio danzare in pubblico.
Il regime iraniano rigetta fermamente e con forza quelle che descrive come influenze occidentali e questo causa una dura repressione del popolo. L’arte e quindi la musica, gli spettacoli, la danza e così via sono soggette a severe restrizioni e negli ultimi anni sono state arrestate migliaia di persone.
La maggioranza della popolazione iraniana è composta da giovani esperti di tecnologia che sono quindi esposti alle culture di tutto il mondo. Anche i social media sono soggetti a restrizioni, che vengono però ignorate da molti. Le applicazioni vietate dal regime sono facilmente accessibili via VPN: reti private che permettono di accedere ai contenuti vietati.
Lo scorso Dicembre venne riportato che centinaia di giovani iraniani erano stati arrestati nella capitale Teheran per aver partecipato a feste alle quali erano presenti sia uomini che donne; alcuni furono arrestati per avere bevuto alcol ed altri per avere cantato.
Il regime impone rigide regole di vestiario, che comprendono il velo obbligatorio per le donne. Ci sono iraniani che sono stati arrestati perché sfoggiavano tagli “all’occidentale” o perché indossavano vestiti che le autorità consideravano inappropriati.
Negli ultimi anni la repressione del regime iraniano si è intensificata e le punizioni consistono in: multe, arresti, torture, fustigazioni, lapidazioni ed anche esecuzioni. Diverse agenzie internazionali per i diritti umani hanno condannato le punizioni arbitrarie del regime definendole medievali e chiedendo la loro immediata cessazione.
In ogni caso il regime iraniano, guidato dal Leader Supremo Ali Khamenei, ha continuato ad avvertire del pericolo rappresentato dai “danni” sociali che vanno contro la cultura del paese. Persino le riunioni di famiglia come i matrimoni o i compleanni sono state interrotte dalle forze oppressive.
Al popolo iraniano vengo negati i diritti umani, anche quelli più basilari. Nel suo rapporto annuale Amnesty International ha espresso la sua preoccupazione circa la mancata concessione “del diritto alla libertà d’espressione, del diritto alla riunione pacifica e di associazione, così come delle libertà religiosa e di pensiero”. Ha anche sottolineato che solo nello scorso anno, migliaia di persone sono state arrestate ed imprigionate per aver espresso il loro dissenso.
Inoltre agli imputati viene negato un giusto processo e questi vengono puniti per le loro convinzioni politiche e religiose, per il loro genere di appartenenza o per la loro etnia. Nessuna politica di riconciliazione può porre un rimedio a questa situazione; un cambio di regime è essenziale.

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