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Il regime iraniano aumenta la repression contro I Baha’i

Il rappresentante di Khamenei a Rafsanjan: “Vendere e acquistare beni dai Baha’i è ‘haram’ ( religiosamente proibito ) e loro non dovrebbero stare in città

Il disumano regime teocratico, in concomitanza con l’aumento delle esecuzioni arbitrarie e le aggressioni con l’acido e a colpi di coltello contro le donne, sta progettando di inasprire la repressione contro i Baha’i.

Il mullah Abbas Ramadani, imam della preghiera del venerdì e rappresentante di Khamenei a Rafsanjan, parlando agli criminali esponenti del regime dei mullah in questa città ha detto: “La setta deviata dei Baha’i è impura e vendere o acquistare beni da loro è ‘haram’ (proibito dalla religione)… hanno fatto molti affari ed è una giusta richiesta del popolo che non debbano trovarsi in città. Questa richiesta dovrà essere soddisfatta…. Nella contea di Rafsanjan vi sono molti di questi gruppi e sette che vivono nei quartieri tra la gente comune, dato che questa non sa della loro presenza. Fanno affari e non possono neanche essere riconosciuti”. (agenzia di stampa Fars, affiliata alle Guardie Rivoluzionarie – 2 Dicembre 2014)

Queste dichiarazioni stanno chiaramente aprendo la strada ad un inasprimento della repressione e della discriminazione verso i nostri compatrioti Baha’i e non sono altro che una replica di atti criminali come le aggressioni con l’acido e a colpi di coltello contro le donne, iniziati per ordine di Khamenei e di altri leaders di questo regime e fomentati dai mullah criminali contro le donne “mal-velate”.

La repressione, la tortura e i massacri, come quelli dei seguaci delle varie religioni, sono necessarie alla sopravvivenza di questo regime medievale e fintantoché esso resterà al potere la situazione dei diritti umani in Iran non migliorerà.

Nel suo statuto adottato il 12 Novembre 1985, il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana afferma che nell’Iran che seguirà alla caduta dei mullah “l’attuazione di qualunque forma di discriminazione verso i seguaci delle varie fedi e religioni che godono di diritti individuali e sociali, è proibita. Nessun cittadino possiede alcun privilegio o svantaggio nell’essere eletto, nell’eleggere, nell’impiego, nel ricevere istruzione, nell’essere giudice o in altri diritti individuali o sociali, perché crede o non crede in un’ideologia, religione o fede”. E aggiunge che “la competenza dei funzionari giudiziari non deriva dalla loro posizione religiosa o ideologica e le leggi che non scaturiscono dall’organo legislativo non sono riconosciute e non possiedono credibilità”.

Ancora una volta la Resistenza Iraniana vuole attirare l’attenzione della comunità internazionale, in particolare delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea e degli Stati Uniti, sulle barbare e sistematiche violazioni dei diritti umani in Iran, come la violazione dei diritti dei seguaci di varie religioni, credo e fedi e chiede l’adozione di decisioni vincolanti contro un regime medievale che costantemente viola convenzioni, leggi e standards riconosciuti a livello internazionale.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

4 Dicembre 2014

 

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