domenica, Novembre 27, 2022
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Il regime iraniano ammette la corruzione economica, negando le radici della protesta

Di Mohammad Sadat Khansari
In questi giorni sembra che il regime stia orchestrando un nuovo show per il popolo iraniano. Nella speranza di calmare i manifestanti furiosi le autorità, comprese le più alte di esse, questa volta stanno fingendo di voler combattere la corruzione!

Cosa verrà fuori da questa loro messinscena?
Questa non è assolutamente la prima volta che il regime afferma di aver combattuto la corruzione, ma questa volta, considerando la gravità delle proteste e il pericolo che rappresentano per l’esistenza del regime, alcuni rappresentanti delle più alte autorità (comprese quelle del ramo esecutivo e giudiziario) hanno deciso di dare l’impressione agli osservatori esterni che questa volta la loro lotta contro la corruzione economica sarà molto seria, cosa che, ovviamente, è assolutamente assurda! Perché ne siamo così sicuri, vi chiederete? Ecco perché:
Prima di tutto, come ricordato da alcuni quotidiani ufficiali in Iran, quelli che hanno “sconvolto l’economia dell’intero paese sono personaggi noti”, intendendo con questo che ricoprono alcune delle più alte posizioni nel sistema! Da Khamenei e i suoi sostenitori, ai tre rami già menzionati (legislativo, esecutivo e giudiziario) e il Parlamento!
Secondo il quotidiano Keyhan del 5 Agosto 2018:
“L’aumento sfrenato del cambio con il dollaro e il suo squilibrio rispetto all’instabile economia iraniana non ha alcun senso. Perciò la domanda che il nostro popolo frustrato continua a porre è ‘Di chi è la colpa?!’. Del governo? Del Parlamento? Del ramo giudiziario? Tutti ne sono in parte responsabili, ma determinare precisamente gli individui non è facile come sembra. Una cosa è certa: chiunque siano, hanno sufficiente influenza da aver impedito al Ministero dell’Informazione di trovarli o arrestarli in tutti questi anni. Il che spiega in primo luogo l’aumento delle ruberie e dei furti a cui si è assistito”.
La possibilità di un’interferenza del governo in alcune proteste
È alquanto probabile che alcuni membri delle forze segrete del regime si trovino tra i manifestanti, forse per cercare di limitare gli slogan a quelli puramente economici. Concentrando l’attenzione sull’economia invece che sulla politica e sottolineando l’idea che l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK), sia l’unica contraria al governo, il regime potrebbe volere provocare una frattura tra i manifestanti e le organizzazioni simpatizzanti.
La domanda è: perché i mullah non sono riusciti a usare le loro forze repressive per impedire alle cosiddette “proteste dannose” di diffondersi così rapidamente, come si è visto nelle scorse settimane?
La risposta è: ci hanno provato molte volte, ma non ci sono riusciti. La verità è che gli slogan anti-regime che abbiamo sentito in tutte le città per tutto questo tempo, rappresentano tutta la nazione dell’Iran e non solo il PMOI, anche se il PMOI ha contribuito in maniera significativa.
Il motivo per cui il PMOI ha una così grande influenza su molti iraniani è che anche loro vogliono il rovesciamento del corrotto regime dei mullah, come hanno detto chiaramente anche al resto del mondo.

Mohammad Sadat Khansari è analista, ricercatore e consulente, specializzato in diritti umani e affari politici e sociali. È esperto negli affari dell’Iran e del Medio Oriente.

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