domenica, Novembre 27, 2022
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Le strette relazioni del regime iraniano con Al Qaeda

È ormai noto che il regime iraniano è coinvolto nel piano degli attacchi dell’11 Settembre 2001, ma i legami esistenti tra l’Iran e al Qaeda risalgono a prima di questi fatti. Thomas Joscelyn ha parlato degli eventi principali e della storia che intercorre tra i due.

Due decenni fa, al Qaeda ha compiuto due attacchi grazie all’Iran che gli ha mostrato come fare. Ha guidato due camion pieni di bombe verso le ambasciate americane in Tanzania e Kenya uccidendo 224 persone e ferendone migliaia. Nel 1998 il Governo degli Stati Uniti ha condannato diversi membri di al Qaeda per il loro coinvolgimento negli attacchi. Ha riconosciuto che al Qaeda, alleato con il Governo dell’Iran e il gruppo terroristico Hezbollah, aveva agito contro i loro nemici in Occidente, precisando che gli Stati Uniti erano l’obbiettivo principale.
Un paio di testimoni, uno dei quali fuoriuscito da al Qaeda, hanno confermato che diversi membri andarono in Libano dove furono addestrati all’uso degli esplosivi. Una volta tornati, addestrarono altri membri su come colpire grossi fabbricati.
Il regime iraniano e al Qaeda hanno iniziato a collaborare all’inizio degli anni novanta, quando bin Laden si trovava in Sudan, cercando di creare un “Esercito Islamico” formato da gruppi sunniti.
Un ex-membro di al Qaeda ha anche confermato che il gruppo teneva sotto sorveglianza alcuni obbiettivi a Nairobi, per ordine di bin Laden. Gli obbiettivi provenivano da Israele, Stati Uniti, Francia e Regno Unito.
Questo stesso membro di al Qaeda ha detto di aver organizzato la sicurezza per gli incontri tra il capo di Hezbollah e bin Laden. Ha detto che l’Iran aveva fornito esplosivi che potevano essere spacciati per rocce e pietre.
Joscelyn ha anche detto che la Commissione sull’11 Settembre, nel 2004 ha concluso che l’Iran aveva fornito ad al Qaeda le conoscenze necessarie per portare a termine gli attentati alle ambasciate. Il rapporto afferma che alcuni membri di al Qaeda andarono in Iran per essere addestrati sull’uso degli esplosivi, sulle attività di intelligence e sicurezza e che bin Laden era particolarmente interessato all’utilizzo di camion-bomba. Precisa inoltre che le cosiddette “tensioni tra sunniti e sciiti” non esistevano quando si trattava di pianificare un attacco terroristico.
L’Iran è coinvolto nel piano per gli attacchi alle ambasciate e un tribunale americano ha emesso una condanna in contumacia contro di esso per aver mostrato ad al Qaeda come portarli a termine.
In seguito si è scoperto in alcuni documenti che erano stati resi pubblici (sebbene pesantemente censurati) che l’intelligence americana aveva saputo dei legami esistenti tra al Qaeda e l’Iran circa 18 mesi prima degli attentati.
Un rapporto indica che il regime iraniano e al Qaeda hanno collaborato sia in campo militare che politico, con il principale obbiettivo di combattere gli Stati Uniti e Israele.
Alcuni hanno detto che parlare dei legami tra i due è solo un modo di giustificare una guerra contro l’Iran. Ma i fatti parlano da soli. Agli agenti di al Qaeda è stato dato un rifugio sicuro in Iran. Uno di questi è Saif al-Adel, ricercato dall’FBI per il suo ruolo negli attentati alle ambasciate. Al-Adel vive ancora grazie all’impunità concessagli dal regime iraniano.

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