martedì, Novembre 29, 2022
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Il popolo iraniano è nel mezzo di una rivoluzione?

Di Mahmoud Hakamian
La situazione in Iran sta evolvendo rapidamente. Dalla fine dello scorso anno il popolo dell’Iran si sta riversando nelle strade per protestare contro un regime repressivo e corrotto che si trova al potere da quasi 40 anni. Questa rivolta è stata più precisa di qualunque altra in passato. Il popolo ha fatto capire chiaramente che vuole un cambio di regime.

Durante il fine settimana, nei giorni precedenti al reinserimento delle rigide sanzioni americane, migliaia di persone si sono riversate nelle strade per chiedere un cambiamento. Si è sentito gridare “A morte il dittatore!” e si è avuta notizia di almeno un morto.
I poveri in Iran stanno diventando sempre più poveri. E se questo non fosse abbastanza tremendo, devono guardare i loro leader corrotti saccheggiare le ricchezze del paese. In più la gente non può dar voce alle sue preoccupazioni senza essere aggredita dalle forze repressive, che usano la violenza per ridurla al silenzio.
Ma il popolo non verrà ridotto al silenzio. La gente rischia di rimanere vittima di violenze, arresti, torture, detenzione e persino esecuzioni per essersi riversata nelle strade ed aver cercato di prendere in mano il proprio futuro.

La resistenza sta crescendo di giorno in giorno perché il popolo sa che non può continuare sempre sulla stessa via. La vita sotto il regime iraniano non cambierà mai. La gente verrà sempre oppressa e non potrà mai godere di libertà e rispetto dei diritti umani.
La leadership dell’Iran è corrotta a tutti i livelli e sta cadendo a pezzi. Per mesi le diverse fazioni del regime non sono riuscite a nascondere le loro differenze ed è ormai chiaro che i leader del paese non hanno una visione coerente.

Nell’ultima settimana, la gente si è riversata nelle strade per partecipare a manifestazioni anti-governative. I raduni pubblici si trasformano spesso in scontri violenti. Nel fine settimana si è avuta notizia di veicoli della polizia e copertoni dati alle fiamme nelle strade.
Alla fine dello scorso anno la gente si è riversata nelle strade in più di cento città di tutto il paese. Le autorità hanno risposto in maniera violenta, reprimendo i manifestanti, ma il popolo ha giurato che non resterà mai in silenzio.

Non sono solo i poveri e le classi lavoratrici che vengono colpite dalla crisi economica in Iran. Anche le classi medie, che hanno goduto di uno stile di vita piuttosto confortevole, stanno diventando sempre più povere. I prezzi crescono e i risparmi della gente vengono gradualmente consumati.
Il regime è incapace di rispondere alle necessità del popolo e continua ad ignorare enormi problemi che richiedono un’attenzione urgente. Si rifiuta di lasciare la Siria e di sospendere il suo supporto ai molti gruppi affiliati che finanzia in tutta la regione.

La caduta del regime sembra essere vicinissima. È impossibile per un regime tanto indebolito mantenere la presa sul potere ancora a lungo. L’unica cosa che manca è l’appoggio della comunità internazionale, soprattutto quello degli Stati Uniti.
È l’inizio della rivoluzione iraniana?

 

Mahmoud Hakamian e’ mombro della Commissione degli Affari Esteri del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

 

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