sabato, Dicembre 10, 2022
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Il rappresentante dell’Iran presso il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite sostiene che il relatore speciale riceve i suoi documenti dal MEK

 

Di Mahmoud Hakamian

Nonostante sia Amnesty International che I governi occidentali abbiano fortemente condannato la violazione dei diritti umani in Iran, il rappresentante del regime iraniano nella sessione di revisione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra, ha affermato che la Repubblica islamica dell’Iran è una delle più grandi democrazie dell’Asia occidentale e non ha bisogno di un relatore speciale.

Javad Larijani, rappresentante del regime iraniano presso il Consiglio dei diritti umani, ha affermato che l’opinione del relatore speciale delle Nazioni Unite Javaid Rehman rifletta quella del principale gruppo di opposizione iraniano, I Mojahedin del Popolo iraniano (PMOI), altrimenti nota come Mujahedin-e-Khalq (MEK) e che riceva i suoi documenti direttamente da questi ultimi.

L’affermazione di Larijani di venerdì 8 novembre conseguente a quanto accaduto il 6 novembre 2019, Amnesty International ha rilasciato una dichiarazione in cui invitava la comunità internazionale a “condannare pubblicamente lo scadimento dei dati sui diritti umani dell’Iran durante l’imminente sessione di revisione del paese presso il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra l’8 novembre. “

“Dalle orribili percentuali di esecuzioni capitali, alla implacabile persecuzione dei difensori dei diritti umani, alla dilagante discriminazione nei confronti delle donne e delle minoranze, e ai continui crimini contro l’umanità, il catalogo di spaventose violazioni registrate in Iran rivela un forte peggioramento della sua documentazione sui diritti umani”, ha affermato Philip Luther , Direttore delle Ricerche per il Medio Oriente e il Nord Africa di Amnesty International.

I rappresentanti dei paesi occidentali hanno condannato la violazione dei diritti umani in Iran, nella sessione ONU di venerdì.

“Per decenni l’Iran ha palesemente violato i diritti umani dei suoi cittadini”, ha dichiarato il rappresentante degli Stati Uniti Mark Cassayre, aggiungendo: “Esortiamo il governo a consentire al relatore speciale sull’Iran di visitare il paese e indagare sulle pratiche esistenti”.

“Rimaniamo profondamente preoccupati per l’incapacità dell’Iran di rispettare gli obblighi legali internazionali e la sua detenzione arbitraria dei cittadini iraniani e di cittadini di doppia nazionalità, arrestati con accuse fumose, a cui è negato il giusto processo e che sono vittime di maltrattamenti”, ha affermato Miriam Shearman, vice rappresentante del Regno Unito presso le Nazioni Unite in Ginevra.

 Larijani rappresenta un regime che è il peggior trasgressore dei diritti umani al mondo e che ha giustiziato oltre 120.000 persone e incarcerato e torturato tanti altri. Nell’estate del 1988, sulla base di un decreto religioso di Khomeini, in soli pochi mesi furono giustiziati oltre 30.000 prigionieri politici, principalmente membri e sostenitori del MEK.

Nel luglio 2019, Mostafa Pourmohammadi, ex ministro della Giustizia del regime e membro delle “Commissioni della morte” del 1988, ha difeso l’orrendo massacro del 1988 come “esecuzione di terroristi”. Nello stesso mese, Amnesty International ha rilasciato una dichiarazione in merito alle osservazioni di Pourmohammadi, che in parte leggiamo:

“le recenti dichiarazioni di Mostafa Pourmohammadi, consigliere del capo della magistratura iraniana ed ex ministro della giustizia, che difendono le esecuzioni extragiudiziali di massa del 1988 forniscono una scioccante conferma della voluta violazione da parte delle autorità iraniane della legge internazionale sui diritti umani, sia all’epoca dei fatti che oggigiorno e un forte richiamo al senso di impunità di cui godono gli alti funzionari coinvolti nelle uccisioni di massa, ha detto oggi Amnesty International.
L’organizzazione internazionale è particolarmente preoccupata per i commenti di Mostafa Pourmohammadi accusatori contro coloro che stanno reclamando la verità circa il massacro del 1988, additandoli di “terrorismo” e “collusione” con i nemici geopolitici dell’Iran e minacciano una resa dei conti … Gli attuali e gli ex funzionari iraniani non devono essere autorizzati ad eludere l’accusa di responsabilità per le esecuzioni extragiudiziali di massa attraverso campagne di disinformazione e minacce di rappresaglie contro chiunque cerchi di far luce su di esse”.

Nel suo discorso alla sessione di giovedì a Ginevra, Larijani ha interrogato i governi occidentali sul perché hanno accettato i membri del MEK nei loro paesi. Tradotto nel lessico dei mullah, stava chiedendo perché i governi occidentali non hanno impiccato in pubblico i membri del MEK come la “più grande democrazia in Asia occidentale”ha fatto finora e perché stanno rispettando i loro diritti.

Inoltre, il regime iraniano ha fatto un altro vergognoso passo senza precedenti presentare al Consiglio dei diritti umani una “mostra delle conquiste della Repubblica islamica dell’Iran nel campo dei diritti umani”.

Morgan Ortagus, portavoce del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, ha risposto a questo atto in un tweet: “Una nuova mostra sui diritti umani da parte di gente che ti ha portato repressione delle donne, esecuzione di bambini, intolleranza religiosa e un crimine contro l’umanità che è troppo lungo da elencare. Sorprendentemente, questa spudorata ipocrisia di uno dei peggiori violatori dei diritti umani del mondo non è uno scherzo. “

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