venerdì, Gennaio 27, 2023
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Il piano del Massacro in Iran dovrebbe essere portato davanti alla Giustizia

Di Mahmoud Hakamian

Nell’agosto 1988, il regime iraniano cominciò l’esecuzione in massa di 30.000 prigionieri politici, principalmente membri e sostenitori dell’Organizzazione dei Mojahedin del popolo dell’Iran (PMOI / MEK), per ordine del capo supremo l’ayatollah Ruhollah Khomeini.

L’obiettivo di Khomeini era quello di sterminare la principale opposizione al regime e così ordinò che tutti i detenuti appartenenti o simpatizzanti del MEK fossero sottoposti ad un sommario processo e poi giustiziati. Ma, sebbene fosse l’uomo più potente in Iran, non poteva farlo da solo. Migliaia di persone nel regime sono state complici di questo massacro, dai carnefici ai membri della commissione che decretava la morte, ai burocrati nelle prigioni, e nessuno è mai stato assicurato alla giustizia per questi crimini. Infatti, Khomeini morì pacificamente meno di un anno dopo aver ordinato il massacro, dove decretò che anche adolescenti, anziani e donne incinte venissero mandati al patibolo.

Molti degli altri membri del regime che sono stati coinvolti in questo crimine contro l’umanità hanno prestato servizio in alcune delle più alte posizioni in Iran per decenni e alcuni sono ancora ai vertici del potere. Un movimento internazionale diffuso che chiede giustizia è emerso negli ultimi anni, raccogliendo prove e testimonianze sul massacro del 1988 dai sopravvissuti e dagli agenti dell’intelligence del MEK che sono riusciti a infiltrarsi nel regime. Un’associazione no-profit con sede a Londra, “Justice for the Victims of the Massacre in Iran” (JVMI) del 1988, si è dedicata a chiedere giustizia per le vittime dal 2016 e ha rilasciato una lista dei nomi dei funzionari direttamente coinvolti direttamente nel massacro, sia attraverso l’esecuzione materiale o sentenziandone la condanna a morte. Questa lista è lungi dall’essere completa, data la natura segreta del regime iraniano, ma mostra come il regime iraniano abbia commesso atrocità impunemente.

Ecco alcuni dei nomi:

• l’attuale leader supremo Ali Khamenei (allora presidente)

• L’ex presidente Ali Akbar Hashemi Rafsanjani (l’allora presidente del parlamento, ora deceduto)

• il candidato presidenziale 2017 Ebrahim Raisi (allora membro della commissione della morte)

• L’attuale ministro della Giustizia Seyyed Alireza Avayi (allora membro della commissione della morte)

• L’ex ministro della giustizia Mostafa Pour-Mohammadi (allora membro della commissione della morte)

Tutti hanno difeso pubblicamente

i loro crimini, e lo stesso Pour-Mohammadi si definì ulteriormente fiero di esser stato coinvolto in questo eccidio. Oltre a non esser stati puniti per questo , se possibile son stati promossi. Queste persone necessitano di finire davanti ad una Corte internazionale per I crimini contro l’umanità e anche il prima possibile. Il popolo iraniano , specialmente coloro legati alle vittime, ha aspettato 30 anni perchè giustizia venga fatta. NON È ABBASTANZA?

 

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