lunedì, Dicembre 5, 2022
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Il Col. Wesley Martin: “Facciamo venire le Nazioni Unite negli Stati Uniti per portare avanti il procedimento in un ambiente sicuro e protetto per l’ONU e per i residenti di Campo Ashraf”

CNRI – In una conferenza internazionale tenutasi a Parigi Venerdi 6 Gennaio, dozzine di eminenti autorità americane ed europee hanno ammonito contro l’ostruzionismo e la non-cooperazione del regime iraniano e del governo iracheno nel garantire una pacifica soluzione per Campo Ashraf, dove i membri dell’opposizione iraniana risiedono in Iraq.

Di seguito il discorso del Colonnello Wesley Martin:

Nessuno disprezza la guerra più del guerriero. Nessuno disprezza la rottura di un trattato di resa o un accordo di cessate il fuoco più del militare che ci ha lavorato su. Ho notato che il mio buon amico Daved Phillips è rimasto un attimo senza parole mentre parlava dell’accordo sulla consegna delle armi che è stato violato e avete visto me su questo palco o altri palchi fare la stessa cosa e questo scaturisce dalla passione e l’amore per i nostri compagni di Ashraf. Loro non hanno più armi ma sono i migliori soldati per la democrazia di tutto il mondo e stanno coprendo la prima linea per la democrazia oggi.

Molti mesi sono passati da quando la Corte d’Appello degli Stati Uniti ha detto al Dipartimento di Stato che aveva torto e gli ha detto di rimediare. Il Segretario Clinton e l’Ambasciatore Fried hanno assicurato al Membro del Congresso Rohrabacher e al suo comitato che stanno “aggressivamente” lavorando su questo. Il Dipartimento di Stato ha problemi a comprendere il termine “aggressivo”. Gli Stati Uniti hanno speso lo stessa quantità di tempo per entrare e completare la I Guerra Mondiale di quanto ci è voluto al Dipartimento di Stato per risolvere una questione e riconoscere che si era sbagliato e che il MEK non è un’organizzazione terroristica.

Abbiamo l’elemento di un crimine qui, con il quale Dave ed io e gli ex-procuratori e avvocati abbiamo sempre dovuto lavorare. Per essere una organizzazione terroristica sulla lista degli Stati Uniti, devi essere straniero, devi essere una minaccia per gli Stati Uniti e devi avere quella capacità. Sappiamo tutti che il MEK non ha intenzione di danneggiare gli Stati Uniti e da quando l’ex-NLA ha consegnato le sue armi, non hanno nessuna capacità di danneggiare nessun altro. Ma ancora il Dipartimento di Stato sta cercando di dire che questa è un’organizzazione terroristica. Questa indicazione è una violazione di legge.

Oggi, la situazione può non apparire così seria a Campo Ashraf come un mese fa. In verità la situazione sta diventanto ancora più disperata. Maliki non ha spostato la scadenza dell’ultimatum perché è una brava persona. Tutt’altro. Se Maliki vuole davvero fare la cosa migliore per l’Iraq, deve tornarsene a Damasco e tornare ad essere un venditore ambulante. Il prolungamento dell’ultimatum è arrivato grazie alla pressione delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea, del Parlamento Europeo e Canadese, e del Congresso degli Stati Uniti sostenuto dai rami giurisdizionali del governo. Il prolungamento della scadenza è arrivato anche grazie all’attenzione dei media internazionali nel portare a conoscenza del resto del mondo ciò che sta accadendo ad Ashraf.

 Chi sono i veri eroi? Ne abbiamo due gruppi. Uno, i residenti di Ashraf. In quegli attacchi del 2009 e 2011, non una persona è indietreggiata e si è ritirata. Sono rimasti in prima linea per la democrazia in Medio Oriente. Il secondo gruppo siete voi. Ho sempre notato che ogniqualvolta ci sono state queste presentazioni, i sostenitori sono arrivati a migliaia. Quando stavo testimoniando di fronte al Congresso l’8 Dicembre, ho guardato dietro di me e c’era un mare di magliette gialle che dicevano “Salvate Ashraf”, “Togliete il MEK dalla lista”, mi sono girato verso Julie Norman e le ho detto: “ Devi dare un’occhiata dietro di noi, ne vale la pena.” Anche voi siete eroi. Quindi fatemi un favore e fatevi un bell’applauso.

Se si vuole parlare di organizzazioni terroristiche, i veri terroristi erano fuori dal recinto nel 2009 e nel 2011. Ma abbiamo anche il regime iraniano, di cui il nostro Dipartimento di Stato non si è efficacemente occupato. E’ un regime terrorista. Tre escursionisti sono stati letteralmente rapiti fuori dal confine tra Iran e Iraq e poi il tribunale ha detto che li potevamo riavere indietro per mezzo milione di dollari ciascuno. Questo vuol dire prendere ostaggi e chiedere un riscatto. Il Dipartimento di Stato non è mai riuscito a capire come avrebbe gestito il complotto per uccidere l’Ambasciatore Saudita sul suolo americano, in un ristorante. Mr. Louis Freeh si è rivolto a me quando è accaduto e mi ha detto: “ Il Dipartimento di Stato sta discutendo di un “accresciuto isolamento diplomatico”; ma che cos’è un accresciuto isolamento diplomatico? E allora ho ripensato al vecchio film “Animal House” e ho detto a qualcuno al Dipartimento di Stato che loro passano la vita guardando l’ “Animal House” perché vogliono “il controllo incrociato segreto”. Le parole suonano bene ma non significano niente. Grazie Dipartimento di Stato, per niente. Il regime iraniano sta conducendo delle prove per chiudere lo Stretto di Hormuz. Sappiamo tutti che  se la marina iraniana e la marina statunitense arrivassero testa a testa, non ci sarebbe questione su chi vincerebbe. Ma, di nuovo, è solo contrapporsi. Stanno continuando le loro ricerche nucleari e se arrivano alla bomba atomica, non sarà solo il regime iraniano ad averla ma il giovane leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, di 28 anni, hanno lavorato insieme a stretto contatto. Così avremo problemi in due diverse parti del mondo.

La parte triste è che la quantità di energia e risorse che ci vorranno per proteggere la gente di Campo Ashraf, come giustamente meritano, potrebbe essere ben usata per occuparsi dei problemi del Medio Oriente e dei problemi con il regime iraniano. Sfortunatamente, il Dipartimento di Stato sta facendo proprio il gioco di Ahmadinejad e di Khamenei permettendo che accada tutto questo, così si distoglie  l’attenzione da loro. Si sono impadroniti bene delle calunnie sul fatto che la “setta”  trattiene le persone contro la loro volontà, che nascondo armi, e ricordiamo anche le accuse di uccisione di americani. Questo non è accaduto e, sfortunatamente, stiamo perdendo un sacco di tempo che potrebbe essere usato in qualche altro posto. Il Dipartimento di Stato ribatte che specialisti dell’intelligence hanno raccolto informazioni sull’OMPI. Vediamo di ricordare, questa è la stessa organizzazione del Dipartimento di Stato che pagò 33 milioni di dollari a Chalabi per andare a cercare e poi fornire false informazioni che hanno mandato gli Stati Uniti in guerra. Il Dipartimento di Stato non sta servendo Hillary Clinton meglio di quanto non abbia servito Colin Powell. Il risultato: 4500 americani morti, decine di migliaia di iracheni innocenti morti, 47 membri del OMPI morti, e ancora il Dipartimento di Stato rimane bloccato su queste insulsaggini e si rifiuta di fare la cosa più difficile ma giusta, anziché quella più facile ma sbagliata.
Quando ho testimoniato davanti al Congresso, ho messo insieme un  fascicolo che sapevo non sarei riuscito a coprire nei miei dieci minuti, ma vi prego dategli un’occhiata, sarà messo sul web, e parla dello spregevole comportamento che abbiamo avuto a Campo Ashraf con il consulente del Dipartimento di Stato Deborah Johnson e il modo in cui si è comportata con le persone e la disinformazione che alimenta continuamente.
 

Potrà esserci un campo di concentramento a Camp Liberty. I residenti saranno sotto il totale controllo iracheno alla mercè del regime iraniano e saranno dipendenti dagli iracheni per ogni cosa, sottoposti ad ulteriori abusi psicologici persino peggiori di quelli che hanno già passato. Maliki non è un buon amico. Gli attacchi missilistici mostrano le stesse esatte tattiche usate a Tahrir Square lo scorso anno quando sono state stroncate le dimostrazioni. Le forze di sicurezza irachene li hanno spinti indietro ed hanno consentito agli avversari di entrare e attaccare i dimostranti. E’ stato intenzionale che nella stessa notte in cui il MOU veniva firmato, è iniziato il primo dei tre attacchi missilistici. Gli iracheni non stavano dormendo durante la consegna, hanno intenzionalmente sgombrato il campo. Ed io li ho visti agire così e la gente di Ashraf li ha visti agire così a nord-est di Baghdad quando la polizia irachena ha sgombrato l campo così quando uno dei miei convogli l’ha attraversata, è caduto in un’imboscata, con l’appoggio della polizia irachena, e poi è stato giustiziato dall’esercito di Moqtada al-Sadr, che recentemente si è vantato di come il suo esercito Mahdi abbia condotto migliaia di operazioni contro gli Stati Uniti e di come abbiano ucciso centinaia di americani. Moqtada vuole istituire un giorno di festa per ricordare il giorno in cui le forze americane sono partite. Il Dipartimento di Stato non ha ancora dichiarato Sadr un terrorista e il suo esercito un’organizzazione terroristica. L’ipocrisia non ha fine al Dipartimento di Stato.

Abbiamo anche visto un Maliki determinato ed intenzionato ad andare avanti e consolidare il suo potere. Un amico di Campo Ashraf, Tariq Hashemi, è stato accusato di svolgere operazioni terroristiche. Io Tariq ed il suo staff abbiamo lavorato insieme per assicurarci che alcuni detenuti una volta rilasciati, non venissero prelevati dall’esercito di Moqtada Mahdi e dagli squadroni della morte, per essere giustiziati. Egli era solo preoccupato per gli Sciiti come lo era per il Sunniti e ancora Maliki osa dire che Tariq stava organizzando degli attentati. Stava facendo ben altro che questo.

Qule strada abbiamo davanti? Primo, togliamo il MEK dalla lista, non avrebbe mai dovuto essere sulla lista tanto per cominciare. E’ stato sbagliato. Secondo, portiamoli via dall’Iraq. Sette airbus potrebbero arrivare all’aeroporto internazionale di Baghdad a Balad e tutti quelli di Campo Ashraf avrebbero un posto. Potrebbe essere come l’operazione di Dunkerque. Portiamoli negli Stati Uniti, noi abbiamo le strutture per accoglierli negli Stati Uniti.

Due giorni fa sono andato nella riserva di Albuquerque, che è recintata, ha l’acqua, la cucina, le docce e tutto ciò che potrebbe facilmente ospitare 500 persone. Lasciamo che le Nazioni Unite vengano negli Stati Uniti per portare avanti il procedimento in un ambiente sicuro e protetto per le Nazioni Unite e per i residenti di Ashraf.

Gli Stati Uniti devono essere parte della soluzione, non parte del problema. Il Presidente Reagan disse a Mr. Gorbaciov: “Buttate giù quel muro”. Io dico: “Presidente Obama porti fuori i residenti di Ashraf e li porti fuori ora”.

 

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