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Il MOU firmato con le Nazioni Unite violato da Maliki con misure repressive contro i residenti di Campo Ashraf

e annunciando che mandati di arresto sono stati emessi contro di loro e minacciando ritorsioni se non saranno fuori dall’Iraq prima della fine di Aprile

 Sig.ra. Rajavi richiede azioni immediate da parte delle Nazioni Unite, degli Stati Uniti e dell’Unione Europea sulla violazione degli impegni da parte dell’Iraq, ed invoca una conferenza internazionale per salvare la soluzione pacifica.

CNRI  –  In un’intervista di Lunedi 16 Gennaio 2012 al canale Tv in lingua araba del regime dei mullah al-Alam, il Primo Ministro iracheno ha completamente annullato il Memorandum di Intesa (MOU) su Ashraf firmato con le Nazioni Unite ed i suoi impegni verso le stesse Nazioni Unite e gli Stati Uniti, ripetendo le false accuse del regime dei mullah: “L’OMPI è coinvolto nel terrorismo. Sono stati condannati a livello internazione per il loro coinvolgimento in azioni terroristiche, per cui non è possibile per questa organizzazione rimanere in Iraq, né per considerazioni legali, né di interesse .”
Ammettendo poi di avere preso misure repressive contro i residenti di Ashraf ha detto: “Li abbiamo messi sotto pressione. La nostra posizione era di mettere fine alla loro presenza il 31 Dicembre. In pratica abbiamo preso tutte le misure per preparci a mettere fine alla loro presenza in ogni forma possibile. Ci sono stati degli interventi e delle mediazioni. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite ci ha contattato. Personalità e funzionari si sono dovuti interessare e questo non ha portato ad un confronto con loro e, come risultato, gli hanno richiesto, per i quattro mesi del 2012, di rimanere fino allo scadere del quarto mese. Ma stato fatto per questo un accordo con le Nazioni Unite per gestire questa questione e queste (le Nazioni Unite) prendersi le loro responsabilità. Fino a che non si giungerà alla fine del quarto mese,allora  Ashraf verrà chiuso e sarà restituito ai suoi proprietari e loro saranno trasferiti in un nuovo campo vicino all’aeroporto.”
Il Primo Ministro iracheno, che riceve ordini dal regime di Tehran, ha detto, in palese violazione del MOU: “Noi abbiamo ora 121 mandati di arresto per coloro che si trovano ad Ashraf city che hanno commesso dei crimini.” Ed ha aggiunto: “Alla fine del quarto mese la loro partenza dal Paese dovrà essere completata. E quindi o andranno in Iran grazie all’amnistia concessa dalla Repubblica Islamica, o andranno in quei paesi che gli estenderanno lo status di rifugiati e quelli che hanno i passaporti partiranno normalmente verso quei paesi dei quali possiedono il passaporto, come il Canada o la Francia o altri paesi di cui hanno il passaporto.”
E poi ha minacciato: “Li abbiamo tollerati a lungo e li tollereremo per i prossimi quattro mesi e poi vedremo se le Nazioni Unite saranno in grado (di risistemarli – n.d.t.) o no. Se non ci riusciranno allora agiremo, perché noi possediamo questo Paese e noi siamo l’autorità ed una tale organizzazione rappresenta una violazione alla nostra autorità.”
Nello stesso momento, informazioni dall’interno del regime dei mullah, mostrano che Danaifar, l’ambasciatore del regime dei mullah a Baghdad, ha chiesto a Maliki di “estradare in Iran quelli i capi dell’OMPI ad Ashraf, e Maliki ha promesso di rimandargli quelle persone nel periodo fissato dal regime e che avrebbe fatto tutto ciò che è in suo potere per abbreviare questo periodo.”
Secondo le stesse informazioni il governo iracheno, su ordini ricevuti dall’Iran e “costruendo alte mura intorno al campo e prevedendo la presenza di un massiccio numero di forze di sicurezza all’interno del perimetro del nuovo campo” sta cercando di aumentare la pressione sui residenti e allo stesso tempo sta tentando di ostacolare l’attuazione del MOU, intralciando i suoi stessi impegni  presi con la firma del documento, allo scopo di insinuare che l’OMPI non stia collaborando e stia violando il MOU.
Perciò non c’è alcun dubbio, come la Resistenza Iraniana ha confermato più e più volte, anche nelle dichiarazioni del 2,9, e 13 Gennaio, che il regime iraniano, aiutato dal governo iracheno voglia impedire una pacifica risoluzione del problema di Ashraf. Una risoluzione confermata dalla Comunità Internazionale inclusi il Segretario Clinton, la Baronessa Ashton e il Segretario Generale delle Nazioni Unite e per il conseguimento della quale il residenti di Ashraf hanno a tutt’oggi rinunciato a molti dei loro giusti diritti.
Le affermazioni di Maliki e gli atti del suo governo costituiscono una palese violazione del MOU firmato il 25 Dicembre dal governo iracheno e dal Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite e la lettera del 28 Dicembre scorso ai residenti di Ashraf, sta a dimostrare chiaramente che Maliki vuole trasformare Camp Liberty in una prigione per i residenti di Ashraf con l’avallo delle Nazioni Unite, per costringerli ad arrendersi alla dittatura religiosa che governa l’Iran. Insistendo con i mandati fasulli o menzionando ripetutamente “l’amnistia proclamata dalla Repubblica Islamica” o sottolineando che intraprenderà delle azioni a meno che tutti i residenti di Ashraf non lascino l’Iraq per la fine di Aprile, rivela i piani criminali del regime iraniano e le sue ostili intenzioni sulla loro attuazione. E’ ridicolo parlare di amnistia in un regime che ha giustiziato 43 persone dall’inizio del nuovo anno, con almeno tre prigionieri politici accusati di avere relazioni familiari con i residenti di Ashraf, tra loro.
All’approssimarsi delle finte elezioni legislative per il parlamento dei mullah, e una crisi interna crescente nel momento in cui la protesta del popolo siriano sta facendo risuonare l’ultimo rintocco della campana del regime, questo regime cerca di evitare una caduta certa attraverso l’acquisizione di armi atomiche e la soppressione dei suoi principali oppositori tramite i suoi delegati iracheni.
Rammaricandosi per la negazione totale, a parole e con i fatti, del MOU appena dopo la sua firma da parte del governo iracheno, Mrs Rajavi invoca una posizione ferma e un’azione urgente da parte del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e del Segretario Generale, dell’Amministrazione degli Stati Uniti e dell’Unione Europea, sulle violazioni degli iracheni e la serie di atti illegali del governo iracheno insieme alle continue violazioni delle leggi e convenzioni internazionali relative ai residenti di Ashraf. Mrs Rajavi ha richiesto ancora una volta la convocazione di una conferenza internazionale con la partecipazione dei rappresentanti dell’UNHCR, dell’OHCHR, del Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite, i rappresentanti dei residenti di Ashraf, del governo iracheno, dell’Amministrazione degli Stati Uniti e dell’Unione Europea.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
17 Gennaio 2012

 

 

 

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