domenica, Gennaio 29, 2023
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I prigionieri politici iraniani appoggiano lo sciopero della fame del prigioniero Jafar Azimzadeh

CNRI – Secondo alcune notizie giunte dall’Iran, molti prigionieri politici hanno espresso il loro sostegno al prigioniero politico Jafar Azimzadeh, un sindacalista in sciopero della fame detenuto nel carcere di Evin.

Lunedì 13 Giugno il prigioniero politico Mohammad Jarrahi ha iniziato il suo sciopero della fame per esprimere solidarietà ai suoi compagni prigionieri e per protestare per la mancanza di attenzione verso le richieste di Azimzadeh. Jarrahi è detenuto nel carcere di Tabriz, Iran nord-occidentale, a causa del suo attivismo in favore dei diritti dei lavoratori.

Dopo aver appreso che le richieste di Azimzadeh venivano ignorate da 44 giorni e che le sue condizioni fisiche erano ormai critiche, Jarrahi ha annunciato che avrebbe iniziato uno sciopero della fame di tre giorni a partire da lunedì.

Prigioniero politico e sindacalista, Jarrahi ha passato cinque anni in carcere senza avere neanche un congedo, nonostante soffra di un cancro alla tiroide e necessiti di cure al di fuori del carcere.

Domenica 12 Giugno Alireza Golypour, un prigioniero politico detenuto nel famigerato carcere di Evin a Tehran, ha espresso la sua vicinanza e il suo sostegno a Jafar Azimzadeh e agli altri prigionieri politici in sciopero della fame.

Il suo messaggio, indirizzato a tutti i prigionieri politici recita in parte: “Io sono con voi e sento le mie mani nelle vostre mani. Sappiate che la malattia e il dolore mi hanno reso così debole che non posso accompagnarvi senza prendere le mie medicine. Ma sono al vostro fianco con tutto il mio cuore e stringo il mio pugno con rabbia per il vostro dolore e la vostra sofferenza. Ma non sono rimasto in silenzio e come un servitore appoggio tutti voi prigionieri politici e sono al vostro fianco per ottenere risposte alle vostre richieste e per rimuovere l’oppressione. Io chiedo al nostro amato popolo di restare al vostro fianco e di sostenervi”.

Le condizioni fisiche del prigioniero politico Jafar Azimzadeh, al suo 46° giorno di sciopero della fame, si sono aggravate al punto tale che spesso perde conoscenza e cade a terra per la debolezza.

Nonostante la gravità delle sue condizioni, continua a protestare contro le disumane condizioni carcerarie e il crudele e ingiusto verdetto emesso dalla magistratura del regime.

La sua protesta ha ricevuto sostegno anche dal di fuori del sistema carcerario iraniano. Ma una protesta organizzata fuori dal carcere di Evin da lavoratori e insegnanti, insieme alla famiglia di Azimzadeh, è stata dispersa con la forza l’11 Giugno dalle forze di sicurezza del regime iraniano.

Azimzadeh, arrestato l’8 Novembre 2015, attualmente sta scontando una condanna a sei anni di prigione nella sezione 8 del carcere di Evin per aver svolto attività sindacali pacifiche e legittime.

Il 27 Maggio  Azimzadeh ha inviato dal carcere una lettera aperta all’Organizzazione Internazionale per il Lavoro (ILO),  nella quale stigmatizzava i maltrattamenti cui il regime iraniano sottopone i lavoratori.

Il Sindacato degli Autisti di Autobus di Tehran, il Sindacato dei lavoratori di Tehran e la Suburbs Bus Company (Sherkat-e Vahed), in un comunicato del 24 Maggio hanno parlato dell’aggravarsi dello stato di salute di Azimzadeh, chiedendone l’immediato rilascio.

Una delle richieste principali di Jafar Azimzadeh e di altri attivisti sindacali è che le autorità facciano cadere l’accusa di “associazione e collusione allo scopo di commettere crimini contro la sicurezza nazionale” ed altre accuse di attentati alla sicurezza nazionale sollevate nei casi di attività sindacali.

Azimzadeh ha inviato un comunicato dal carcere di Evin dopo il rilascio su cauzione del prigioniero politico Ismail Abdi, Segretario Generale dell’Associazione di categoria degli insegnanti iraniani (ITTA), nel quale giura di continuare il suo sciopero della fame fino a che “le richieste di milioni di insegnanti e di operai” non verranno accolte.

Il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) in un comunicato del 24 Maggio  ha chiesto ancora una volta a tutti i difensori dei diritti umani, in particolare all’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, all’Inviato Speciale sulla tortura ed altre pene crudeli e disumane, all’Inviato Speciale sul diritto di ognuno a godere del più alto standard possibile di salute fisica e mentale, all’Inviato Speciale sulla Situazione dei Diritti Umani in Iran e al Gruppo di Lavoro sulle Detenzioni Arbitrarie, di intraprendere un’azione urgente ed efficace per garantire il rilascio dei prigionieri politici in sciopero della fame in Iran come Jafar Azimzadeh.

 

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