mercoledì, Novembre 30, 2022
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Gli Stati Uniti preoccupati per la proposta del regime iraniano per una raffineria di petrolio in Siria

a cura dello staff del CNRI

CNRI – Gli Stati Uniti sono preoccupati per il piano del regime iraniano di costruire una raffineria di petrolio, del valore di un miliardo di dollari, nei pressi di Homs in Siria, una città terribilmente colpita da una guerra civile che infuria ancora nella zona.

Il Generale Joseph Dunford, capo drllo Stato Maggiore Congiunto degli Stati Uniti, ha espresso la sua preoccupazione martedì 26 Settembre, precisando che questa è solo un’ulteriore prova del controllo distruttivo del regime iraniano sulle nazioni del Medio Oriente.

E ha detto: “L’Iran sta proiettando la sua malefica influenza in tutto il Medio Oriente e sta appoggiando le organizzazioni terroristiche in Siria, Iraq e Yemen”.

Martedì Akbar Zamanian, responsabile delle tecnologie downstream presso l’Istituto di Ricerca per l’Industria Petrolifera del regime iraniano, ha detto all’agenzia di stampa Fars, affiliata al regime, che questa nuova raffineria di petrolio sarà in grado di produrre 40.000 barili al giorno, inizialmente, e che si arriverà gradualmente ad aumentare fino a 140.000 barili al giorno.

Ed ha aggiunto: “Questa raffineria verrà costruita da un consorzio a cui parteciperanno Iran, Venezuela e Siria”.

Mentre Mansour Bazmi, vice-responsabile dell’Istituto di Ricerca dell’Industria Petrolifera del regime (RIPI), ha detto che i principali prodotti della raffineria saranno benzina e gasolio e che i fondi verranno garantiti da investitori internazionali.

Il luogo su cui dovrebbe sorgere la raffineria si trova in una zona già sotto il controllo del regime iraniano. Terre che non sembra verranno restituite alla Siria.

La guerra civile siriana

Bazmi ha detto che la costruzione inizierà dopo la fine della guerra civile siriana.

Ciò pone alcune domande interessanti, come: perché il regime iraniano avrà ancora bisogno di essere presente in Siria dopo la guerra civile? Quando riconoscerà la volontà del popolo siriano e permetterà alla dittatura siriana di cadere per riuscire a costruire la sua raffineria di petrolio?

L’Iran sta sostenendo Bashar Assad e la sua lotta contro il suo stesso popolo da anni ormai, trascinando così la guerra civile siriana ben oltre la sua fine naturale.

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane (IRGC) hanno fornito ad Assad molte armi, tra cui aerei  che trasportano missili teleguidati, denaro e 70.000 milizie provenienti da Iran, Iraq, Pakistan e Afghanistan.

Altre concessioni all’Iran

All’inizio di questo mese, il regime iraniano e la dittatura di Assad si sono messi d’accordo per costruire una centrale elettrica nella provincia costiera di Latakia, con una capacità di 540 megawatt, e un altro impianto a Deir el-Zour.

Alcuni hanno suggerito che l’Iran stia speculando sulla distruzione della Siria con questi contratti, che comprendono anche una miniera di fosfati nella Siria Centrale, migliaia di ettari di terre coltivabili e una nuova rete di telefonia mobile.

 

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