giovedì, Dicembre 1, 2022
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Editoriale: il Leader Supremo iraniano decide di ignorare la crisi economica

La scorsa settimana il Leader Supremo del Regime Iraniano Ali Khamenei ha parlato di come i funzionari dovrebbero affrontare le crescenti problematiche economiche che il paese sta affrontando. Rivolgendosi all’Assemblea degli Esperti (un gruppo di eletti funzionari designati dal Leader Supremo) li ha avvertiti, dicendo loro che i problemi che il paese sta vivendo non dovrebbero essere sopravvalutati.

Il capo del regime Khamenei si è rivolto ai funzionari di alto rango per assicurarsi che il pessimismo restasse al minimo e che l’attuale situazione venisse tenuta nascosta. Khamenei, nel suo sito ufficiale, ha dichiarato: “Quest’esagerazione intensifica l’ansia della pubblica opinione e fa sì che il virus del pessimismo si diffonda. Non è corretto parlare in modo tale da terrorizzare l’audience e farle credere che sia tutto perduto.”
In sostanza, egli chiede che vengano diffuse menzogne e che la verità sia tenuta nascosta. Sono mesi che l’Iran sta affrontando una sempre più grave crisi economica e la situazione era in declino già prima che lo scorso mese entrassero in vigore le sanzioni degli Stati Uniti.
Quando il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump annunciò che l’America si sarebbe ritirata dall’accordo sul nucleare del 2015, firmato durante il mandato del predecessore Obama, dichiarò che le sanzioni sarebbero state reimposte e chiarì che le compagnie, gli enti, le multinazionali e gli individui che intrattenevano affari con l’Iran sarebbero stati colpiti.

Subito dopo l’annuncio di Trump diversi grandi aziende recedettero dall’accordo e dalle negoziazioni con l’Iran. Fu un grosso colpo per il governo ed il regime iraniano sollecitò gli europei a prendere provvedimenti per far sì che le restanti compagnie non recedessero anche loro dagli accordi d’affari.
Nonostante gli sforzi compiuti dall’Unione Europea molti hanno comunque deciso che non valeva la pena di correre il rischio di cadere vittime del fuoco incrociato delle sanzioni, imposte da uno dei più grossi giocatori finanziari del mondo.
Nei riguardi di questa crisi il governo iraniano si è dimostrato completamente incompetente. Negli ultimi dodici mesi il Rial ha perso più dei due terzi del suo valore. I beni stanno diventando sempre più costosi per il popolo e si stanno perdendo i mezzi di sussistenza. Il governo ha preso diverse tiepide misure ma non ha fermato la drammatica caduta della moneta.

I funzionari del regime iraniano cercano di addossare la responsabilità della crisi a chiunque all’infuori di loro stessi. Nessuno si sta assumendo la responsabilità della situazione corrente, ma il popolo ha visto che il regime ha dato la priorità alla diffusione del terrorismo e al finanziamento delle milizie e dei gruppi ad esso affiliati, invece che ai bisogni della gente.

Ci sono diverse questioni interne, in particolare problematiche sociali ed ambientali, che avrebbero dovuto essere affrontate anni addietro, ma i funzionari hanno voltato la testa dall’altra parte ed hanno speso miliardi per le loro maligne attività all’estero.
La scorsa settimana il Leader Supremo ha dichiarato: “Nessun governo può andare avanti senza il supporto e la fiducia del suo popolo, non dobbiamo comportarci in modo da privare il governo della fiducia del popolo.” E’ troppo tardi. Il popolo ha perso la fiducia in questo regime molto tempo fa, a per questo regime è giunto il tempo di andare.

 

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