
Il perimetro esterno della prigione di Chubindar a Qazvin, nell’Iran centro-settentrionale
La campagna iraniana “I martedì del no alle esecuzioni” è entrata nella sua 57a settimana, espandendosi fino a includere 37 prigioni in tutto il paese, l’ultima delle quali la prigione di Chubindar a Qazvin. Di fronte a un’ondata di esecuzioni statali, detenuti in tutto l’Iran hanno proclamato uno sciopero della fame il 25 febbraio, chiedendo la fine dell’uso dilagante della pena di morte da parte del regime.
Lo sciopero segue un drammatico aumento delle esecuzioni, con 17 impiccagioni eseguite in soli due giorni, di cui 10 nella prigione di Ghezel Hesar. Inoltre, tre prigionieri sono morti la scorsa settimana a causa di deliberata negligenza medica, alimentando ulteriore indignazione. Prigionieri politici come Mehdi Hassani e Behrouz Ehsani sono ora a rischio imminente di esecuzione dopo che la Corte Suprema iraniana ha negato loro nuovi processi.
Gli attivisti avvertono che la magistratura del regime iraniano, ora guidata da Jafar Montazeri, è diventata uno strumento di ancora maggiore oppressione, accelerando le condanne a morte ingiuste. La campagna chiede solidarietà globale per opporsi alle esecuzioni di Stato e fare pressione sul regime affinché interrompa l’uso della pena capitale.
🔴 Iran: 56th Week of "No to Execution Tuesdays" Expands to 36 Prisons
On Feb 18, prisoners in 36 Iranian prisons launched a hunger strike against state executions.
📢 In their statement, they condemned 55 executions since Jan 20 and the death A. M Khaleghi. #FreeIran2025… pic.twitter.com/vPbSgmfUcD
— SIMAY AZADI TV (@en_simayazadi) February 18, 2025
Di seguito alcuni estratti della dichiarazione della campagna “I martedì del no alle esecuzioni”:
Prosegue la campagna “I martedì del no alle esecuzioni ” in 37 prigioni in tutto l’Iran nella sua 57a settimana, con l’adesione della prigione di Chubindar a Qazvin
La dittatura clericale ha intensificato le esecuzioni dopo le sue cerimonie ufficiali di stato a febbraio. In soli due giorni, il 20 e 21 febbraio 2025, sono stati giustiziati 17 prigionieri, 10 dei quali impiccati nella sola prigione di Ghezel Hesar.
Tuttavia, le uccisioni sanzionate dallo Stato non si limitano alle esecuzioni. La scorsa settimana, tre prigionieri hanno perso la vita nelle prigioni di Urmia, Lajevardi-Iranshahr e Dehdasht a causa di negligenza medica deliberata. Questa crisi in corso mette in pericolo innumerevoli altri detenuti e non costituisce niente di meno che un omicidio sistematico da parte del regime.
In mezzo a questa repressione intensificata, un gruppo di prigionieri a Qazvin ha annunciato l’adesione allo sciopero della fame per la campagna “I martedì del no alle esecuzioni” il 25 febbraio 2025, per protestare contro le ingiuste condanne a morte imposte a prigionieri politici e non politici. Hanno dichiarato che il loro sciopero della fame continuerà fino a quando la macchina delle esecuzioni non verrà fermata e saranno solidali con la campagna più ampia.
Secondo quanto riportato, il 23 febbraio 2025 la Corte Suprema ha respinto gli appelli dei prigionieri politici Mehdi Hassani e Behrouz Ehsani, entrambi precedentemente condannati a morte. Di conseguenza, questi due detenuti ora affrontano un rischio imminente di esecuzione. In questa situazione disperata si trovano anche molti altri detenuti, tra i quali Pakhshan Azizi e Varisheh Moradi nella prigione di Evin e Sharifeh Mohammadi nella prigione di Lakan.
56 Weeks of Hunger Strikes in 36 Prisons
On Feb 18, 2025, prisoners in 36 prisons across Iran continue their hunger strike as part of the "No to Execution Tuesdays" Campaign.https://t.co/rtJJMyhbkm
🔴 Dizelabad Prison in Kermanshah has now joined the movement.
🔴 Prisoners…— IRAN HRM (@IranHrm) February 18, 2025
La campagna “No to Executions Tuesdays” aveva precedentemente avvertito che con la nomina di Jafar Montazeri, ex procuratore generale, a capo della Corte suprema, la magistratura sarebbe caduta ulteriormente sotto il controllo delle agenzie di sicurezza. La campagna aveva previsto che i casi dei prigionieri politici sarebbero stati manipolati, assegnati a rami speciali progettati per convalidare automaticamente le sentenze infondate della Corte rivoluzionaria. La nomina di Montazeri ha ora completamente esposto la mancanza di indipendenza della magistratura e il suo ruolo nel sostenere la brutale repressione del regime.
#IranProtests: “No to Execution Tuesdays” Enters 56th Week with Hunger Strikes in 36 Prisonshttps://t.co/MrK5VxwpIc
— NCRI-FAC (@iran_policy) February 18, 2025
La campagna condanna fermamente tutte le esecuzioni, indipendentemente dalle accuse inventate contro le vittime, e rimane impegnata a prevenire e abolire la pena di morte in Iran. Invita tutti i difensori dei diritti umani, gli attivisti politici, i gruppi della società civile e gli individui coscienziosi in Iran e nel mondo a unirsi contro l’uso delle esecuzioni come strumento di repressione e ad amplificare le voci dei prigionieri nel braccio della morte.
I prigionieri in 37 strutture in tutto l’Iran parteciperanno allo sciopero della fame, tra cui:
Evin Prison (Women’s Ward, Wards 4 & 8)
Ghezel Hesar Prison (Units 3 & 4)
Karaj Central Prison
Greater Tehran Prison
Khurin Prison (Varamin)
Arak Prison
Khorramabad Prison
Asadabad Prison (Esfahan)
Dastgerd Prison (Esfahan)
Sheiban Prison (Ahvaz)
Sepidar Prison (Ahvaz)
Shiraz Military Prison
Adelabad Prison (Shiraz – Men’s & Women’s Wards)
Borasjan Prison
Ramhormoz Prison
Bam Prison
Kahnooj Prison
Tabas Prison
Jovin Prison
Mashhad Prison
Gonbad-e-Kavus Prison
Qaemshahr Prison
Rasht Prison (Men’s & Women’s Wards)
Roudsar Prison
Haviq-Talesh Prison
Dizelabad Prison (Kermanshah)
Ardabil Prison
Tabriz Prison
Urmia Prison
Salmas Prison
Khoy Prison
Naqadeh Prison
Saqqez Prison
Baneh Prison
Marivan Prison
Kamyaran Prison
Chubindar Prison (Qazvin)
