
La signora Rajavi chiede che i crimini del regime siano deferiti al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e che i capi del regime siano processati
La mattina dell’11 giugno 2025, Mojahed Korkor è stato giustiziato per ordine di Khamenei nel carcere di Sheiban ad Ahvaz. La magistratura del regime lo aveva accusato di “avere sparato con un’arma militare e avere formato e aderito a un gruppo ribelle attraverso azioni armate”.
Il 42enne Mojahed Korkor era stato ferito e arrestato durante la rivolta del 20 dicembre 2022, ed era stato sottoposto a tortura.
Questa brutale esecuzione, così come l’ondata di esecuzioni senza precedenti e in continua crescita, soprattutto nelle ultime settimane, dimostra ancora una volta la realtà: la dittatura dei mullah, al culmine della sua debolezza, in grave crisi e in rapido declino, fa ricorso più che mai a esecuzioni e massacri. Il numero di esecuzioni registrate dall’inizio dell’anno iraniano 1404 (21 marzo 2025), ovvero negli ultimi 82 giorni, ha raggiunto almeno 376.
La signora Maryam Rajavi, presidente-eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, ha affermato che il fascismo religioso tenta invano di impedire la rivolta attraverso queste esecuzioni feroci; tuttavia, questo incessante spargimento di sangue non fa che alimentare le fiamme dell’indignazione popolare. Ha invitato tutti i difensori dei diritti umani a condannare l’esecuzione di Mojahed Korkor e ha chiesto che il caso delle gravi violazioni dei diritti umani in Iran venga deferito al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e che la “guida suprema” del regime, Ali Khamenei, e gli altri leader del regime siano processati per 45 anni di crimini contro l’umanità e genocidio.
Segreteria del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI)
11 giugno 2025
