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Convention universale a Parigi di oltre 300 associazioni iraniane provenienti da Europa, Stati Uniti e Australia

sostenendo la piattaforma in 10 punti di Maryam Rajavi, hanno chiesto alla comunità internazionale una azione urgente per liberare i sette ostaggi, garantire sicurezza a Camp Liberty e trasferire i rifugiati negli Stati Uniti e in Europa

Maryam Rajavi: per ristabilire la libertà e la democrazia in Iran, evidenziamo la nostra estraneità a questo regime nella sua totalità e sottolineiamo anche la nostra solidarietà a tutti i veri sostenitori del rovesciamento del regime

Alla vigilia del 35° anniversario della rivoluzione anti-monarchia, i rappresentanti di oltre 300 associazioni iraniane di tutto il mondo hanno tenuto la loro prima convention  universale a Parigi.

Questa convention ha raccolto un vasto spettro di intellettuali, politici ed attivisti per i diritti umani, attivisti per i diritti delle donne, scienziati, esperti e professionisti in vari campi, studenti, nonché minoranze etniche e religiose dell’Iran. Hanno tenuto i loro discorsi alla convention Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza Iraniana e moltissimi illustri politici di Stati Uniti ed Europa.

I rappresentanti delle associazioni e delle società che hanno partecipato alla convention, hanno parlato nei loro discorsi, e nella dichiarazione finale della convention, dei 35 anni di miserabili trascorsi del governo dei mullah in Iran  ed hanno dichiarato che la sola via per ristabilire la democrazia e la libertà in Iran è la caduta del regime dei mullah nella sua totalità e la creazione di una repubblica democratica basata sulla separazione tra Stato e Chiesa. I rappresentanti hanno sottolineato il loro sostegno alla piattaforma in 10 punti di Maryam Rajavi per la creazione di un regime democratico e secolare in Iran. Questa risoluzione è esplicita nell’affermare che la società iraniana si trova in uno stato esplosivo, che il regime dei mullah è nella posizione di essere rovesciato e che un cambio di regime è ormai prossimo. Rouhani, il nuovo presidente del regime, rappresenta la continuazione del regime del Velayat-e faqih. La sua missione è solo quella di preservare il sistema ed impedire il suo rovesciamento da parte del popolo. La collaborazione di governi stranieri con questo regime, con il falso pretesto di rafforzare i “moderati”, non solo ignora la volontò del popolo iraniano che desidera un cambio di regime, ma favorisce la repressione, va contro gli interessi del popolo iraniano e influenzerà negativamente le future relazioni di questi paesi con l’Iran.

La risoluzione ha condannato il silenzio della comunità internazionale di fronte alle barbare e sistematiche violazioni dei diritti umani in Iran, nonché la violazione degli impegni presi dalle Nazioni Unite e dal governo degli Stati Uniti di proteggere i residenti di Camp Liberty ed ha chiesto alle Nazioni Unite, agli Stati Uniti e ai paesi europei di sostenere il popolo iraniano e la loro legittima richiesta di rovesciare questo regime, invece di rafforzare i mullah, di agire per garantire il rilascio dei sette ostaggi di Ashraf, fornire sicurezza ai membri del PMOI a Camp Liberty e trasferirli negli Stati Uniti e in Europa come rifugiati politici.

La risoluzione aggiunge: “Le associazioni iraniane presenti alla convention, che comprendono migliaia di illustri esperti, scienziati, medici, professori e managers, sono pronte a lavorare fianco a fianco agli eminenti professionisti in Iran che si sono rifiutati di collaborare con questo regime medievale, per ricostruire un Iran distrutto da 35 anni di governo dei mullah”.

Maryam Rajavi, Presidente eletto del Resistenza Iraniana, è stata l’oratore principale di questa grande convention. Nel suo discorso ha definito gli ultimi 35 anni di governo del Velayat-e faqih “una storia infinita di catastrofi”. Ha ribadito che questo regime è un sistema sconfitto, giunto agli sgoccioli in ogni senso e la società iraniana è pronta a cambiare questo regime.

Ha aggiunto che il nostro piano per la realizzazione delle richieste del popolo iraniano è quello di lottare su tutti i fronti per il rovesciamento del regime teocratico. I nostri obbiettivi sono la libertà, la democrazia, l’uguaglianza e la creazione di una repubblica basata sulla separazione tra Stato e Chiesa. In questo percorso noi evidenziamo la nostra estraneità da questo regime nella sua totalità e sottolineiamo anche la nostra solidarietà a coloro che sono i veri sostenitori del rovesciamento del regime.

Maryam Rajavi ha espresso la sua gratitudine per i prezioni sforzi delle 302 associazioni e società iraniane che supportano la resistenza nell’organizzare i raduni e ha detto: “Come ho ripetutamente affermato, noi non stiamo cercando di prendere il potere. Stiamo cercando piuttosto di trasfeire la sovranità al popolo iraniano.

Oltre ai rappresentanti delle associazioni che hanno partecipato a questa conferenza, hanno tenuto i loro discorsi: il Dr. Saleh Rajavi, Presidente della Commissione Salute del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana; Struan Stevenson, Presidente della Delegazione del Parlamento Europeo per le Relazioni con l’Iraq; Bernard Kouchner, Ministro per gli Affari Esteri francese (2007-2010); Patrick Kennedy, membro del Congresso U.S.A. (1995-2011); Frances Townsend, Assistente del Presidente degli Stati Uniti per la Sicurezza Interna e l’Anti-Terrorismo (2004-2008); John Bolton, Ambasciatore statunitense alle Nazioni Unite (2005-2006); Mark Ginsberg, ambasciatore americano in Marocco (1994-1998) ed Emile Blessig, ex-parlamentare francese.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

8 Febbraio 2014

 

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