domenica, Novembre 27, 2022
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Iran: 107 giustiziati in 5 settimane

Con un barbaro gesto mercoledi 5 Febbraio, il disumano regime teocratico ha impiccato collettivamente e segretamente 15 prigionieri politici baluci nella prigione di Chahbahar: Tra i gli impiccati: Khossrow Barahoui, originario di Loutak in Zabol; due fratelli della tribù Rigi; due fratelli della tribù Mir ed un commerciante di nome Afzal Rigi.

 

Secondo le notizie pubblicate, anche nei giorni precedenti, sette prigionieri erano stati seppelliti segretamente in tombe anonime in un luogo desolato del cimitero di Zahedan.

All’alba del 6 Febbraio due prigionieri, Parviz Ashna di Bandar Abbas e Farhad Soltani di Kermanshah, sono stati giustiziati nella prigione centrale di Bandar Abbas. Un’altra delle esecuzioni registrate la scorsa settimana, è quella di un ventinovenne nella prigione di Zahedan avvenuta il 1° Febbraio.

Con queste, il numero delle esecuzioni nelle prime cinque settimane di quest’anno ha raggiunto quota 107.

Il diffondersi di quest’ondata di esecuzioni in molte città, specialmente in quelle di zone disagiate, dimostra la paura dell’odioso regime teocratico dello scoppio di una protesta delle popolazioni di queste regioni che si trovano a subire pressioni intollerabili.

La Resistenza Iraniana chiede al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, agli Stati Uniti, all’Unione Europea e ai difensori dei diritti umani di tutto il mondo, di ricorrere ad una azione urgente riguardo alle esecuzioni collettive ed arbitrarie che quest’anno si sono verificate in numero senza precedenti. Il continuare ed espandere le relazioni economiche e diplomatiche con questo regime ignorando questi crimini disumani, con qualunque pretesto, non fa altro che incoraggiare la continuazione e l’aumento delle esecuzioni di gruppo e perciò deve finire.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

8 Febbraio 2014

 

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