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Comitato parlamentare per l’Iran libero condanna la deliberata uccisione da parte delle forze irachene ad Ashraf

Comunicato stampa

Roma, 11 dicembre – Il Comitato italiano di parlamentari e cittadini per l’Iran libero è stato informato del fatto che le forze irachene hanno crudelmente determinato la morte di un altro paziente ad Ashraf. Mehdi Fathi, malato di cancro al rene, cui era stato negato l’accesso alle necessarie cure mediche per diversi mesi da parte delle forze irachene e le cui condizioni fisiche erano recentemente divenute critiche, è deceduto venerdì 10 dicembre nell’ospedale di Ashraf. La sua morte non è stata che una deliberata uccisione, che condanniamo fermamente, provocata dalle disposizioni di Al-Maliki al servizio del regime dittatoriale dell’Iran.

Attualmente il trattamento di decine di malati terminali ad Ashraf è ostacolato dalle decisioni del comitato per la repressione di Ashraf istituito presso l’ufficio del primo ministro iracheno. Come Mehdi Fathi, questi patienzi stanno raggiungendo giorno per giorno il punto di non ritorno. Elham Fardi-pour, di 44 anni, malata di cancro alla tiroide, è in condizioni simili poiché le forze irachene non consentono il suo trasferimento a un ospedale di Baghdad accompagnata da un traduttore. In questo modo, la sua malattia si aggraverà rapidamente fino a cusarne la morte, e questo è esattamente ciò che il comitato iracheno per la repressione di Ashraf sta intenzionalmente provocando.

Inoltre, negli ultimi dieci mesi, agenti del Ministero dell’Intelligence iraniano all’entrata principale del campo hanno imposto costantemente una tortura psicologica contro i residenti usando potenti autoparlanti, ora 140, minacciandoli di ucciderli e di incendiare il campo. Si tratta di una patente violazione del diritto internazionale e di un intervento diretto del regime iraniano negli affari iracheni, pienamente appoggiata e approvata dal governo di Al-Maliki. L’inerzia della comunità internazionale sotto il pretesto del rispetto per la sovranità dell’Iraq ha di fatto incoraggiato quegli agenti a imporre ulteriori torture psicologiche contro i residenti di Ashraf e preparare il terreno per un nuovo attacco e per la loro uccisione.

Il Comitato italiano di parlamentari e cittadini per l’Iran libero lancia un appello urgente contro questi illegali atti di repressione. La coscienza umana richiede un’azione che fermi le pressioni e l’assedio contro i residenti di Ashraf e ponga immediatamente termine alla loro tortura psicologica. In particolare, tutti gli altoparlanti che sono usati per questo devono essere disinstallati ora.

Gli Stati Uniti e le Nazioni Unite hanno obblighi specifici da adempiere verso Ashraf. Chiediamo al governo degli Stati Uniti in primo luogo di riassumere la protezione di Ashraf dalle forze irachene secondo l’Articolo 45 della IV Conventzone di Ginevra e in secondo luogo di seguire gli esempi dell’Unione Europea e del Regno Unito rimuovendo l’OMPI dalla loro lista nera, anche considerando che le autorità irachene usano tale ingiusta designazione di terrorismo come pretesto per imporre pressioni sui residenti del campo e preparare il loro massacro. Chiediamo infine che le Nazioni Unite ristabiliscano una squadra permanente di monitoraggio dell’UNAMI ad Ashraf.

I crimini commessi dal governo iracheno ad Ashraf sono violazioni del diritto internazionale. E’ il momento di dirlo alle autorità irachene con voce alta e ferma.
Roma 11 dicembre 2010

Presidente : On.Carlo Ciccioli
Co-presidente : On. Elisabetta Zamparutti
Coordinatore: Dott. Antonio Stango

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