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Regime Iraniano: membri del PMOI detenuti attraverso un intermediario

Ashraf sotto assedio- Dichiarazione 100

ll Ministro dei Servizi Segreti dei Mullah: “i Mojahedin, attraverso un intermediario, sono indirettamente sotto la nostra custodia

ImageNon rispettando l’ordine del Pubblico Ministero iracheno, secondo cui i 36 ostaggi del PMOI devono essere liberati immediatamente, l’IRGC, i Guardiani della  Rivoluzione dei Mullah, dichiara, atteggiandosi a Padrino del Governo iracheno che: “Il Governo iracheno sta progettando di inviare i documenti e i casi relativi ai reati di queste persone [i 36 sequestrati] alle corti in questo paese”.

CNRI –Ore dopo il sanguinoso e violento trasferimento dei 36 membri del PMOI, l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano, nelle celle delle prigioni dell’Intelligence del Nuovo Iraq, un sito web, noto per la sua vicinanza al MOIS, il Ministero dell’Intelligence e della Sicurezza Iraniana, ha pubblicato: “La detenzione dei Mojahedin in Iraq è diventata un’opzione migliore rispetto alla loro espulsione dall’Iraq”. Questo implica che sono indirettamente, attraverso un intermediario, sotto la custodia dell’Iran.

Riecheggiando la paura del regime iraniano per il ruolo della Resistenza Iraniana e per l’influenza del PMOI sulle rivolte nazionali, volte a rovesciare il regime clericale, e facendo eco al turbamento del regime iraniano per l’ostruzionismo del PMOI alla sua politica di esportazione del terrorismo e del fondamentalismo in Iraq in prossimità delle elezioni in questo paese, il rapporto aggiunge: “Considerando tutti gli aspetti di questa faccenda, specialmente il fatto che il rifiuto degli altri paesi di accogliere i Mojahedin si sta rivelando un ostacolo alla loro espulsione, il Governo iracheno si prepara al loro trasferimento in altri campi”. Questa mossa può essere considerata da un lato come un ulteriore passo verso il contenimento della minaccia terrorista dei Mojhadin e dall’altro come un’ulteriore misura per non permettere che interferiscano con gli affari interni iracheni.

L’IRGC, che si atteggia da Padrino del Governo iracheno, attraverso la sua agenzia stampa (Fars News Agency), ha reso pubbliche le dichiarazioni rilasciate da “una fonte informata irachena” sui reati dei 36 membri degli Ipocriti (è il termine usato dal regime iraniano per riferirsi al PMOI), che sono detenuti: “ Il Governo iracheno intende presentare i documenti alla corte per quanto riguarda i crimini che hanno commesso.. “
Recentemente è girata la notizia della decisione di un giudice iracheno a favore della loro liberazione. I 36 membri degli Ipocriti sono stati imprigionati dalla polizia irachena sulla base dell’articolo 431 con l’accusa di aver incitato alla violenza e al caos durante gli incidenti che si sono avuti nel Campo Ashraf lo scorso luglio. È evidente che la “fonte informata irachena” non è altri che un membro  del terrorista Qud Force.

Giovedì, il Presidente del Parlamento del regime iraniano, Ali Larijani ha espresso “la speranza che la stretta collaborazione tra l’Iran e l’Iraq porti all’espulsione dei gruppi terroristi, come gli Ipocriti, dalla regione”.
Le istruzioni e le direttive dell’IRGC,del MOIS e del Presidente del Parlamento dei mullah sono state date al Governo iracheno quando una corte della città di Khalis e il Pubblico Ministero Iracheno hanno dichiarato che il prolungamento della detenzione dei 36 ostaggi è illegale e l’ordine della loro liberazione è stato dato a tutte le stazioni di polizia. Inoltre un gruppo di deputati del parlamento iracheno, ha affermato in una dichiarazione che:“Impedire l’attuazione della decisione di un giudice è un’azione arbitraria, una violazione della legge, una chiara violazione dei diritti individuali dei cittadini, un ovvio insulto alla giustizia; pertanto è punibile dalla legge.”
In seguito alle decisioni della corte irachena e in osservanza degli ordini del Pubblico Ministero iracheno e della posizioni parlamentari, gli ostaggi sarebbero dovuti essere trasferiti nelle celle delle prigioni dell’ Intelligence del Nuovo Iraq dal momento che non c’erano più pretesti per trattenerli. In queste circostanze ci si chiede chi sia veramente a governare l’Iraq.

Ciò rievoca le preoccupazioni  di ieri della Commissione Internazionale degli Avvocati in Difesa di Ashraf che sottolineano che le Forze Armate Americane e i soldi dei contribuenti americani sono serviti a espandere l’influenza del Regime Iraniano e a clonare questo regime in Iraq.
È legalmente irrilevante definire i 36 come detenuti o prigionieri. Per essere più precisi, loro sono i soggetti delle “Sparizioni imposte o involontarie” o sono “ostaggi”. Questo costituisce un crimine contro l’umanità in particolar modo quando è commesso contro Persone Protette.
Le frenetiche direttive del MOIS,dell’IRGC e del Presidente del Parlamento dei mullah confermano pienamente il cosiddetto “accordo bilaterale” del 28 febbraio tra Khamenei e il Governo iracheno e dimostrano che i membri del PMOI ad Ashraf e gli ostaggi stanno pagando il prezzo delle correnti rivolte iraniane. E tutto questo accade mentre il loro sciopero della fame ha raggiunto il 37o giorno. È allo stesso tempo chiaro che questo è il duro prezzo che stanno

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
2 Ottobre 2009

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