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Arresto illegale e pericolo di trasferimento in Iran di trentasei oppositori al regime.

la lettera del responsabile del Centro nome del Centro degli Intellettuali e degli Artisti Progressisti Iraniani in Italia  al ministro degli affari esteri

ImageAll’attenzione del
Ministro degli Affari Esteri
Dott. Franco FRATTINI
Ministero degli Affari Esteri
ROMA, 2 ottobre 2009

 

Egregio Signor Ministro,

Le scrivo per esprimerLe a nome del Centro degli Intellettuali e degli Artisti Progressisti Iraniani in Italia  la forte preoccupazione per la vita dei trentasei cittadini iraniani membri dell’organizzazione Mojaheddin del Popolo residenti ad Ashraf (Iraq).

Il giorno 28 luglio la polizia irachena con un intervento estremamente aggressivo e violento ha prelevato le trentasei persone in oggetto e le ha richiuse in carcere.

Dopo una protesta internazionale a loro favore, il Tribunale di Baghdad ha preso in considerazione il caso e ha ordinato per ben due volte la scarcerazione dei trentasei Mujaheddin del popolo.  L’autorità irachena, non considerando assolutamente le ordinanze di scarcerazione, ha mantenuto tali persone in carcere  contro qualsiasi regola.

Signor Ministro,  Le scrivo perché proprio oggi queste trentasei persone, residenti in Ashraf, che combattono per la democrazia e la libertà in Iran, sono stati trasferiti in un luogo sconosciuto.

Tale inaccettabile operazione di sequestro avviene da parte del governo iracheno sotto l’influenza e la spinta del regime iraniano.

Signor Ministro, c’è il concreto pericolo che queste persone vengano trasferite in Iran, visto che il regime ne ha già richiesto l’estradizione, e questo significa per loro esser condannati a morte. 

Signor Ministro,  mi rivolgo ad Ella a nome del mondo della cultura iraniana al fine di poter intervenire sia a  livello diplomatico che governativo per salvaguardare la vita di trentasei persone che combattono un regime responsabile oggi di gran parte delle azioni terroristiche nel mondo.

Le chiedo di fare ciò che è in Suo potere per fermare il trasferimento di questi trentasei membri dei Mojaheddin del Popolo,  che combattono per la libertà e per la democrazia in Iran.

RingraziandoLa per l’interesse che Ella avrà per questa delicata situazione, porgo

distinti saluti.

Il Responsabile del Centro

Lo Scultore
Reza Olia

 

 

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