mercoledì, Novembre 30, 2022
HomeComunicati StampaGeneraleRajavi scrive al presidente USA in merito alla protezione degli abitanti...

Rajavi scrive al presidente USA in merito alla protezione degli abitanti di Ashraf in Iraq

Dopo ulteriori restrizioni imposte agli abitanti di Ashraf  la Rajavi scrive al presidente degli Stati Uniti per sottolineare le responsabilità  delle forze armate statunitensi nella protezione degli  abitanti di Ashraf 

ImageDopo ulteriori, disumane restrizioni imposte ai residenti di campo Ashraf (nella provincia irachena di Diyala) che fanno parte dell'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (OMPI), Maryam Rajavi, presidente eletto della resistenza iraniana, ha indirizzato una lettera al presidente degli Stati Uniti definendo questa mossa una congiura organizzata dalla dittatura religiosa.   I commenti del capo supremo del regime iraniano Ali Khamenei in occasione dell'incontro del 28 febbraio con il presidente iracheno avrebbero dato il via alle restrizioni.

Khamenei ricordava al presidente iracheno «…che doveva essere ancora  applicato l'accordo bilaterale  di espulsione dei membri di OMPI dall'Iraq…. » ed esigeva la sua applicazione.

Successivamente, la prima settimana di marzo, l'ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani, ora capo del Consiglio degli Esperti,  in visita in Iraq, chiedeva che i  membri di OMPI fossero espulsi dall'Iraq e che campo Ashraf fosse abbandonato.
La Rajavi sottolineava che le misure adottate dall'esercito iracheno equivalgono ad una catastrofe umanitaria. Affermava che la responsabilità della protezione di Ashraf rimane delle forze statunitensi.
La Rajavi ribadiva che la protezione degli abitanti di Ashraf deriva dagli obblighi internazionali degli Stati Uniti e si fonda sugli accordi tra gli abitanti di Ashraf e gli Stati Uniti. Considerato che il trattamento degli abitanti di Ashraf da parte delle forze irachene era peggiorato, chiedeva che la responsabilità della protezione degli abitanti di Ashraf tornasse alle condizioni precedenti a gennaio 2009, e cioé che fossero incaricate della protezione di Ashraf le forze statunitensi.
    
Con una mossa senza precedenti, il 13 marzo le forze irachene circondavano un edificio di Ashraf e tentavano di evacuare centinaia di residenti, in maggioranza donne, utilizzando la forza e la prepotenza.   Secondo quanto riferito da soldati, Mouwaffaq Al-Rubaie, consigliere per la sicurezza nazionale irachena, avrebbe ordinato alle forze irachene di occupare l'edificio, adibito quasi tutto a dormitorio femminile. Il complesso, interamente costruito a spese degli abitanti di Ashraf, continua ad essere circondato.

Inoltre le forze irachene dal 12 marzo impediscono l'accesso ad Ashraf ai rifornimenti di qualsiasi tipo di merce, carburante compreso, ed hanno rispedito indietro  i  camion che trasportavano gli approvvigionamenti. Al-Rubaie ha ordinato che ad Ashraf non deve entrare nulla, eccetto generi alimentari. E' stato impedito di entrare ad Ashraf a 150 operai iracheni, sei dei quali addetti agli approvvigionamenti,  ed a sette camion che trasportavano merce. Gli operai lavoravano ad Ashraf da anni.

Rimane in vigore il divieto delle famiglie di visitare i parenti che risiedono ad Ashraf; questi ultimi sono sottoposti a severe restrizioni anche qualora desiderino incontrare i propri cari al di fuori del campo. Le forze irachene consentono ai residenti di incontrare i  parenti più stretti solamente per brevi periodi din tempo. I documenti di identità dei famigliari, i telefoni ed altri effetti personali sono ritirati fino al  momento della partenza. 

Segretariato  del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
15 marzo 2009

 

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,633FollowersFollow
40,397FollowersFollow