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Dichiarazione della Resistenza iraniana sui commenti falsi del consigliere irachena

ImageCNRI, 14 marzo – In seguito ai commenti di Ali Khamenei, capo supremo del regime iraniano, che in occasione dell'incontro con il presidente iracheno il 28 febbraio sollecitava l'attuazione del trattato bilaterale per espellere dall'Iraq i membri dell'Organizzazione dei Mojaheddin del Popolo Iraniano (OMPI), ed in seguito alla visita di  Hashemi Rafsanjani, capo della commissione opportunità del regime iraniano ed ex presidente, trattenutosi  in Iraq per  un'intera settimana,  il consigliere per la sicurezza nazionale irachena la notte scorsa ha rilasciato una dichiarazione completamente falsa e fuorviante secondo la quale «i responsabili di campo Ashraf hanno rifiutato di consentire alla commissione del ministero dei diritti umani di svolgere il proprio compito, consistente nell'accertare la volontà degli abitanti del campo di scegliere di ritornare il Iran o di partire per un altro paese». 

 La dichiarazione proseguiva affermando che «i responsabili del campo esercitavano la propria egemonia ed il proprio controllo per sottrarre ai residenti del campo la possibilità di scegliere se tornare in Iran o  recarsi in un altro paese». Concludeva che «il governo non avrebbe comunque ritirato la decisione di chiudere il campo».

Queste affermazioni completamente destituite di fondamento sono parte di un nuovo complotto ai danni degli abitanti di Ashraf ed allo stesso tempo occultano le recenti, illegittime decisioni e  misure ai danni dei cittadini di Ashraf, che hanno suscitato ampie proteste da parte della comunità internazionale.

In realtà gli  abitanti ed i responsabili di Ashraf hanno dimostrato massima collaborazione nei confronti della delegazione irachena che sembrava avesse il compito di intervistare  i  residenti.   I responsabili del campo avevano predisposto appositi locali in cui condurre le interviste  nei luoghi segnalati dalla delegazione stessa. Il 25 ed il 26 febbraio la delegazione intervistava in segreto 182 abitanti, senza che fossero presenti altri membri di OMPI e senza alcun problema.  Alla maggior parte delle sedute erano presenti ufficiali del contingente degli Stati Uniti. La Commissione Internazionale della Croce Rossa e la Missione delle Nazioni Unite di Assistenza all'Iraq (UNAMI – United Nations Assistance Mission for Iraq) erano al corrente delle interviste.

Sembra però che un ufficiale della sicurezza irachena sia stato irritato dal fatto che gli abitanti di Ashraf insistessero sui propri diritti legittimi ed abbia deciso di sospendere le interviste senza preavviso, anche in seguito alle osservazioni di Khamenei del 28 febbraio.  Ora il ministero di sicurezza nazionale distorce i  fatti per soddisfare il regime clericale iraniano. I funzionari americani ed iracheni di stanza ad Ashraf ed importanti organizzazioni internazionali sono al corrente del fatto che gli abitanti di Ashraf continuano a sollecitare la ripresa delle interviste.

La resistenza iraniana avverte che tali azioni preannunciano una tragedia umanitaria  e lanciano un appello alle organizzazioni internazionali ed in particolare alla Commissione Internazionale della Croce Rossa ed alla Missione delle Nazioni Unite di Assistenza all'Iraq (UNAMI) affinché siano presenti ad Ashraf per neutralizzare le cospirazioni organizzate dal regime iraniano.

La resistenza iraniana chiede inoltre che sia garantita la protezione degli abitanti di Ashraf da parte dell'esercito degli Stati Uniti secondo gli obblighi internazionali del governo americano e chiede che siano ripristinate le condizioni precedenti al gennaio 2009.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
14 marzo 2009
Parigi

 

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