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La Resistenza iraniana invita la comunità internazionale a condannare l’esecuzione di 13 prigionieri

ImageCNRI, 14 luglio – Il regime clericale ha  impiccato 13 prigionieri politici a Zahedan, capoluogo di provincia del Sistan e Baluchestan nel sud-est dell'Iran, all'alba di Martedì. Quest’ultimi sono stati accusati di "guerra a Dio," e "diffondere la corruzione sulla terra".
 
 L'obiettivo dell’esecuzione di massa da parte del regime è quello di creare paura, al fine di prevenire la diffusione della rivolta popolare in provincia. Le vittime avevano trascorso mesi in condizioni critiche sotto tortura e sono stati privati del diritto alla consulenza legale o di un processo equo. Il regime clericale è estremamente preoccupato del dissenso e dello sdegno popolare in questa provincia causati  dalla repressione, dalla discriminazione e dalla povertà.

IRNA,agenzia di stampa ufficiale dei mullah, lunedi  ha riferito in merito che le vittime dovevano essere impiccate in pubblico e il regime ha invitato la gente a partecipare alla manifestazione, ma, nel timore di un indignazione generale, il regime è stato costretto a effettuare le esecuzioni all'interno del carcere di Zahedan.
 
La Resistenza iraniana offre le proprie condoglianze alle famiglie delle vittime degli impiccati e chiede a tutte le organizzazioni internazionali per i diritti umani di condannare questo crimine. Essa chiede inoltre il rinvio del fascicolo relativo alla brutale repressione del regime adoperato contro i manifestanti pacifici, alle esecuzioni arbitrarie, alla sistematica repressione delle minoranze etniche e religiose  al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per l'adozione di misure immediate e per arrestarli.
 
Inerzia e ritardi da parte della comunità internazionale di fronte ai crimini del regime e della politica di accondiscendenza dell'Occidente ha incoraggiato il regime a incrementare la repressione e le secuzioni.  
 
Il regime clericale negli ultimi mesi ha impiccato almeno 50 detenuti ed ha ucciso durante le manifestazioni popolari più di 200 persone ferendo e arrestando migliaia di persone sottoposte alle più brutali torture tanto che alcuni sono stati uccisi per mezzo di quest’ultima forma di repressione.
  
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
 
14 luglio 2009

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