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Iran: Ultimi sviluppi a campo Ashraf e replica alle accuse false di alcuni ufficiali iracheni

Il consigliere iracheno per la sicurezza nazionale, Mouwaffaq al-Rubaie, continua a diffondere false informazioni su campo Ashraf attraverso la televisione di stato irachena  Al-Iraqieh ed attraverso altri mezzi di comunicazione come la televisione Al-Arabieh.

ImageContemporaneamente si impongono crudeli restrizioni ai membri dell'Organizzazione dei Mojaheddin del Popolo Iraniano (OMPI) che risiedono ad Ashraf  proprio in coincidenza con i  festeggiamenti del Nowrouz (il capodanno iraniano, che inizia il 21 marzo). Agli avvocati degli abitanti di Ashraf si continua ad impedire di incontrare i  propri  clienti, alle delegazioni internazionali ed ai giornalisti non é consentito accedere ad Ashraf. I posti di blocco che regolavano l'accesso al campo di persone, veicoli e rifornimenti sono passati sotto il controllo delle forze irachene.  Queste strutture erano state costruite sei anni fa all'entrata di Ashraf e sono passate sotto il controllo dei soldati iracheni da due settimane.

La situazione aggiornata alla mezzanotte di giovedì 19 marzo è la seguente:

1- Presso ciascuna delle tre entrate sono posizionati un mezzo militare Humvee  ed alcuni soldati dotati di carabine M1.  I locali ospitano centinaia di abitanti, tra i quali molte donne. Le strutture furono costruite dall'OMPI coi propri fondi.
2- Come comunicato nella dichiarazione del Comitato Internazionale di Giuristi in Difesa di Ashraf (International Committee of Jurists in Defense of Ashraf- ICJDA) del 17 marzo continua ancora il divieto per gli abitanti di Ashraf di ricevere visite da delegazioni di parlamentari, da organizzazioni umanitarie, da giuristi o avvocati. Decine di delegazioni e di personalità politiche provenienti da Stati Uniti, Canada e dall'Europa avevano atteso per tre mesi il visto per entrare in Iraq e recarsi ad Ashraf.
3- Si impedisce ancora l'entrata ai giornalisti, quelli che si sono recati ad Ashraf negli ultimi giorni sono stati constretti a tornare indietro dalle forze irachene .
4- I posti di blocco e di controllo costruiti dagli abitanti di Ashraf all'entrata del campo sono passati sotto il controllo delle forze irachene. Queste strutture sono state impiegate per effettuare dei controlli su persone, rifornimenti e veicoli in entrata ad Ashraf, per evitare che entrassero nel campo esplosivi ed autoveicoli bomba, per proteggere gli abitanti da bombardamenti, IED (Improvised Explosive Device – ordigni esplosivi improvvisati) e da attacchi terroristici. Questo sistema di sicurezza istituito da OMPI si era dimostrato efficace nel tempo e negli ultimi sei anni non si era verificato neppure un incidente, neppure in occasione dei ritrovi più importanti e nonostante le cospirazioni della dittatura religiosa e delle unità terroristiche Qods.
5- Ieri una delegazione UNAMI (United Nations Assistance Mission for Iraq – Missione di Assistenza all'Iraq delle Nazioni Unite) ha fatto visita ad Ashraf. La delegazione, informata delle restrizioni imposte ad Ashraf, conferiva con  gli abitanti dell'edificio attaccato, in particolare con coloro che erano stati aggrediti dalle forze irachene e minacciati di essere estradati alla dittatura iraniana.
6- Al-Rubaie diffonde menzogne e divulga informazioni false sugli abitanti di Ashraf. Il 16 marzo dichiarava che la zona di Ashraf ricopre 400 metri quadrati, un'area molto maggiore di quella necessaria a 3.400 persone.
7- Nella stessa dichiarazione affermava che gli abitanti di Ashraf non erano oggetto di maltrattamenti, mentre  secondo l'agenzia Reuters un funzionario del ministero degli interni iracheno dichiarava «le truppe irachene percuotevano gli abitanti finchè non sono intervenute le forze statunitensi che aiutavano a presidiare il campo».
8- In un'altra dichiarazione, il 14 marzo, l'ufficio del consigliere per la sicurezza nazionale affermava «i responsabili di campo Ashraf hanno impedito alla commissione del ministero per la difesa dei diritti umani di svolgere la propria missione, consistente nell'accertare se gli abitanti avessero intenzione di tornare in Iran o se preferissero piuttosto recarsi in un altro paese ».
Si trattava di un'altra menzogna poiché gli abitanti di Ashraf il 25 ed il 26 febbraio facevano del proprio meglio per collaborare con la delegazione del ministero per la difesa dei diritti umani, che aveva manifestato fin dall'inizio la volontà di intervistare gli abitanti di Ashraf.  Il gruppo era alloggiato in locali e roulottes appositamente riservati alla delegazione. Nel giro di due giorni riuscivano a parlare in segreto con 168 persone, senza la presenza di altri membri di OMPI. A tutti i colloqui erano presenti ufficiali dell'esercito statunitense in qualità di osservatori. In quegli stessi giorni faceva visita ad Ashraf anche una delegazione della Commissione Internazionale della Croce Rossa (ICRC), che assisteva alle interviste e controllava i metodi con cui erano condotte.  Va notato che UNAMI era al corrente dei fatti. Si prevedeva che i colloqui continuassero oltre il fine settimana successivo al 26 febbraio, tuttavia furono interrotti all'improvviso.  Tutti gli abitanti di Ashraf avevano partecipato volontariamente alle sedute. I funzionari statunitensi, quelli iracheni e gli enti internazionali ad essi collegati di stazione al campo erani informati del fatto che gli abitanti di Ashraf avevano ripetutamente richiesto informazioni sul proseguimento delle interviste.  L'accusa che i  “responsabili del campo” avrebbero ordinato di porre fine ai colloqui è  assolutamente falsa. Al-Rubaie era deluso che diverso membri di OMPI dichiarassero di non voler tornare in Iran, governato dalla dittatura religiosa. Chi sceglie di uscire dal movimento di resistenza per libera scelta  e non per forza o perché sottoposto ad intimidazioni, lo può fare, può scegliere do occuparsi delle proprie faccende personali. In linea di principio OMPI non ha mai fermato queste persone, anzi ha fornito loro l'aiuto necessario.
9- Durante l'intervista dell'otto marzo alla televisione in lingua araba della dittatura iraniana Rubaie riferiva del «doloroso processo di disintossicazione dei cittadini di Ashraf». Di fronte alla condanna internazionale per “l'accordo bilaterale” illegittimo ed ingiusto con il regime iraniano sul destino degli abitanti di Ashraf, la scorsa notte Rubaie ha escogitato ancora una strategia nuova nei commenti trasmessi dalla televisione al-Arabiya. Ha riferito che «alcuni politici iracheni ed alcune organizzazioni sarebbero stati corrotti dagli abitanti di Ashraf». Il consigliere per la sicurezza nazionale è infuriato poiché i  sostenitori del  nazionalismo iracheno e le forze democratiche irachene, sia sciite che sunnite, dimostrano ad OMPI il proprio consenso e condannano le misure repressive contri gli abitanti di Ashraf. Con trame e minacce Rubaie tenta di incutere terrore in coloro che non intendono piegarsi alla volontà del capo supremo dei mullah iracheni, che intima di non sostenere OMPI. L'elenco dei 32.000 iracheni sul libro paga dei mullah, con informazioni dettagliate sui loro conti bancari ed i finanziamenti da essi ricevuti,  diffuso dalla resistenza iraniana  in Europa,  è disponibile e Rubaie conosce l'identità di molte persone che vi compaiono. Il suo silenzio sullo squadrone iraniano abbattuto e sugli attacchi terroristici contro i  cittadini di Ashraf è la prova certa dei suoi sforzi risoluti di coprire i  crimini dei mullah in Iraq e nascondere le prove della loro interferenza.
10- Si è detto che l'edificio è stato assediato perché «inizialmente scelto come base per l'unità di protezione ma i mojaheddin avrebbero ostacolato questa volontà iniziando lo sciopero della fame e creando problemi». L'affermazione è falsa. E' una scusa per sopprimere gli abitanti di Ashraf. Lì nessuno ha fatto lo sciopero della fame in coincidenza con le azioni delle forze irachene. Ogni movimento effettuato era stato ordinato direttamente dal Consigliere delle Nazioni Unite. Il problema era che un edificio che ospitava centinaia di persone era assediato e controllato. Inoltre il giorno in cui iniziò l'opposizione all'assedio OMPI aveva comunicato alle forze irachene ed ai comandanti delle forze americane  sia verbalmente che per istritto che se l'esercito iracheno aveva necessità di un edificio sarebbero stati disposti a costruirlo immediatamente, provvedendo anche al pagamento dei costi. Inoltre OMPI aveva fornito aiuto all'unità irachena di protezione in ogni occasione ed i comandanti americani ne erano al corrente, avendo personalmente  assistito ai fatti.
11- I media stranieri informarono in ritardo delle restrizioni e delle vittime a campo Ashraf e successivamente Rubaie riferì improvvisamente di una grande campagna propagandistica ad opera di OMPI. Affermò che era necessario fermare «la campagna diffamatoria a carico del governo iracheno». Il consigliere alla sicurezza nazionale sembra aver dimenticato che fu proprio lui a violare le convenzioni internazionali da dicembre 2008 per compiacere al regime iraniano, iniziando una sporca guerra psicologica contro gli abitanti di Ashraf, nonostante la mancanza di qualsiasi azione sia da parte degli abitanti di Ashraf che di  OMPI. Gli attacchi hanno continuato con la stessa intensità fino ad oggi, per cui il consigliere potrà essere perseguito per diversi capi di imputazione.
12- Al fine di rimuovere qualsiasi ambiguità il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, coalizione che comprende OMPI e tutti gli abitanti di Asshraf, ribadisce ancora che nessuno, eccetto la dittatura religiosa al governo in Iran, ha in corso una faida contro gli abitanti di Ashraf. I partiti iracheni democratici e nazionalisti hanno giustamente sottolineato che chi cerca di espellere OMPI dall'Iraq non rappresenta gli interessi dell'Iraq bensì quelli della dittatura iraniana. Analogamente gli abitanti di Ashraf non hanno in corso alcuna faida contro nessuno, eccetto contro i  mullah barbari che governano l'Iran. Non nutrono sentimenti di ostilità personalmente contro al-Rubaie o altri funzionari iracheni, poiché, come hanno spesso dichiarato, hanno il massimo rispetto per l'indipendenza del governo iracheno ed hanno esteso al massimo la loro collaborazione con questo governo. I cittadini di Ashraf intendono semplicemente difendere i  propri diritti fondamentali secondo le convenzioni ed i regolamenti internazionali ora calpestati dal consigliere per la sicurezza nazionale su richiesta della dittatura religiosa iraniana.  

I diritti fondamentali dei cittadini di Ashraf non possono essere oggetto di trattative, né ad alcuno può essere consentito di violarli. La stragrande maggioranza del popolo iraniano, del popolo iracheno, personalità religiose, politici, intellettuali, sostenitori della libertà di tutto il mondo, dalla Palestina all'Egitto, dalla Giordania e dall'Europa agli Stati Uniti,  al Canada ed all'Australia sono solidali con Ashraf per far valere questi diritti.

Segretariato  del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
20 marzo 2009