CNRI, 02 Marzo – Sabato, nella seconda settimana di proteste anti-governative, più di 1.000 studenti hanno invaso l’Università di Shiraz gridando: "Questo è un passo in più verso la vittoria", e "Il preside che è fuggito deve dimettersi".
I manifestanti, appoggiati dagli studenti di altre università come la Facoltà di Ingegneria di Bahonar, hanno continuato a manifestare tutto il giorno.Gli agenti delle Forze di Sicurezza statali (SSF), temendo il diffondersi delle proteste in altre parti della città, hanno chiuso l’intera l’università.
Tuttavia, i residenti non vi hanno prestato attenzione e hanno sostenuto i dimostranti.
Hanno gridato: " L’Università non è un presidio militare", e " Gli studenti muoiono ma non verranno umiliati".
Il 28 Febbraio, più di dieci studenti che hanno partecipato al sit-in sono stati convocati all’ufficio locale del Ministero dei Servizi Segreti e della Sicurezza (MOIS). Sono stati minacciati di venir espulsi dalla scuola.
In aggiunta, gli agenti del MOIS hanno minacciato telefonicamente le famiglie di altri 25 studenti imponendo che i loro figli interrompano le attività anti-governative.
A dispetto di tutti gli schemi delle Forze di Sicurezza soppressive e degli agenti di Sicurezza, gli attivisti hanno annunciato il loro fermo intento di continuare con il loro sit-in di protesta all’università.
La scorsa settimana, la Sig.ra Maryam Rajavi , Presidente eletto della Resistenza iraniana, si è congratulata per la rivolta studentesca dell’Università di Shiraz e ha ripetuto che le rivolte studentesche che si diffondono ad altre università del paese sono indicative della profonda rabbia e dell’odio che la popolazione iranania nutre nei confronti del fascismo religioso che governa l’Iran e dimostrano anche il desiderio del popolo di porre fine a questo illegittimo regime che regna a Tehran.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza iraniana
2 Marzo 2008
