domenica, Dicembre 4, 2022
HomeComunicati StampaGeneraleiran: Ridicola messa in scena per una ripresa del tentativo elettorale di...

iran: Ridicola messa in scena per una ripresa del tentativo elettorale di Maliki in Iraq

L’assedio ad Ashraf – comunicato n°7
ImageCNRI – Una messa in scena propagandistica, organizzata dai servizi d’informazione del regime iraniano (MOIS) all’ingresso principale del campo di Ashraf in Iraq, ha preso strane e assurde proporzioni.

Il 26 febbraio, il Comitato per la chiusura di Ashraf alle dipendenze del Primo ministro iracheno ha organizzato un nuovo ridicolo show portando al campo un gruppo di sedicenti giornalisti per farvi corrispondenze e fotografie del raduno degli agenti del MOIS davanti alla porta.

All’inizio è stato installato un buffet di frutta e dolciumi dalle forze e dagli agenti iracheni per accogliere il presunto gruppo di giornalisti. Poi gli agenti hanno utilizzato sei larghi e potenti altoparlanti per inviare ultimatum aberranti contro i residenti di Ashraf. Nel frattempo i sedicenti giornalisti, protetti dalle forze irachene sono entrati in scena. La condotta dello show era tanto pietosa e bizzarro che un buon numero dei «giornalisti» ha preferito andarsene, dicendo che l’evento è troppo notevolmente messo in scena per una storia credibile!

Il promotore di questo bizzarro show era Sadegh Mahommad Kazem del comitato iracheno per la chiusura di Ashraf. Attualmente è oggetto di un’inchiesta della giustizia spagnola.

Il Comitato internazionale per l’applicazione della giustizia, presieduto dal Dottor Aljo Vidal-Quadras e composto da più di 2000 parlamentari europei e nord-americani, il 2 dicembre 2009 ha scritto in argomento:

«Uno dei principali membri del suddetto comitato è Sadeq Mohammad Ka-zem, che ha vissuto in Iran per molti anni ed è strettamente legato al ministero per l’informazione e sicurezza (MOIS) iraniano. Il 28 luglio, ha comandato l’attacco su Ashraf a partire dal lato nord. E’ lui che ha dato l’ordine di sparare sugli indifesi abitanti di Ashraf. Negli attacchi del 28 e 29 luglio più di 1000 abitanti sono stati gravemente colpiti e 36 arrestati. Sadeq ha assicurato il coordinamento con gli agenti d’informazione del regime iraniano sulle persone arrestate durante i 72 giorni della loro detenzione. E’ attualmente responsabile delle pressioni su Ashraf e dell’intensificazione del blocco sul campo impedendo di farvi entrare medicinali, alimenti e carburante».

Inoltre, il Comitato internazionale dei giuristi per la difesa di Ashraf (CIGDA), nella lettera del 24 febbraio al Presidente del Consiglio giudiziario supremo iracheno ha protestato contro il progetto repressivo attuato congiuntamente al regime dei mullah e l’invio dei suoi agenti davanti al campo di Ashraf. Ha scritto che gli abitanti del campo «hanno depositato ufficialmente denunce al posto di polizia iracheno di Ashraf, chiedendo di inoltrarle agli organi giudiziari e alle autorità superiori. Tuttavia, con nostra grande meraviglia, siamo stati informati dell’ingerenza delle forze armate irachene negli affari giudiziari per bloccare queste denunce e impedirne il seguito fino al tribunale di Khalis». Una copia della lettera è stata inviata al Segretariato generale dell’ONU, alle autorità delle Nazioni unite, agli organi di governo degli USA, all’Alto Rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza e ai competenti ministri irakeni.

La lettera dichiara:
1) Il CIGDA sottopone all’attenzione di Vostra Eccellenza su tale questione e invita il potere giudiziario iracheno ad esaminare urgentemente i fatti di Ashraf nel corso delle ultime tre settimane.

2) Il CIGDA chiede con insistenza alla giustizia irachena di nominare un giudice o un rappresentante in suo nome ad Ashraf allo scopo di ricevere i ricorsi di cui il comando delle forze irachene fino ad ora ha impedito l’inoltro al tribunale di Khalis.

3) Il CIGDA dichiara che tutte le denunce false e fabbricate formulate dagli agenti del regime iraniano contro i residenti ad Ashraf sono privi della minima credibilità giuridica posto che il mondo intero sa che non un solo parente o avvocato dei residenti di Ashraf, né alcun parlamentare al mondo desideroso di visitare Ashraf ha mai ricevuto un visto di entrata in Iraq in questi ultimi 14 mesi.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
23 febbraio 2010
 

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,633FollowersFollow
40,418FollowersFollow