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Iran – Rajavi: Le affermazioni di Khamenei segnalano una forte frattura all’interno del regime

Maryam Rajavi: Le affermazioni di Khamenei nella preghiera di Venerdi a Tehran segnalano una forte crisi e frattura all'interno del regime e riflettono il timore di un discontento popolare.

Khamenei sta tentanto futilmente di vincere la crisi con una violenta soppressione e dando degli ultimatum ai rivali.

ImageCNRI – Il Presidente eletto della Resistenza iraniana, Maryam Rajavi, ha descritto le affermazioni rese dal Capo Supremo del regime iraniano, Ali Khamenei, durante il sermone del Venerdi a Tehran, come il riflesso dell'espandersi della crisi e della profonda frattura interna al regime clericale e un segnale della trepidazione del clero in merito all'onda di malcontento popolare e di rabbia contro il regime.

Rajavi ha detto: Khamenei sta tentando di fermare la crisi che ha ingolfato il regime clericale eche fatto suonare la sua campana a morte, ricorrendo alla violenta soppressione degli oppositori e dei dissidenti,lanciando ultimatum ai rivali interni e licenziando e arrestando ex ufficiali e autorità del regime.

Durante il sermone di Venerdى a Tehran, Khamenei ha detto: " Quando viene avvertita una minaccia..e quando il risultato porta all'instaurarsi di principi sbagliati all'interno della struttura stessa del sistema…questo è indicativo di un veleno mortale". Ha aggiunto: " Il risultato non è nell'avere diversi punti di vista. Ma nell'opposizione e nell'attacco. Riguarda il provocare danni. Riguarda il lanciare una spada contro il sistema e la Rivoluzione".

Ha poi avvertito gli oppositori dicendo, " Lanciare una spada contro il sistema ed opporsi ad esso…porterà a gravi conseguenze".

Khamenei ha poi usato la demagogia per fare alcuni esempi storici tratti dall'Islam e ha giurato di " colpire la fonte dei complotti dall'alto" e di "bruciare" i nemici.

Ha descritto come "bugie e false notizie" lo scandalo causato da una piccola porzione di rivelazioni sugli omicidi, sulla violenta soppressione e sugli stupri dei detenuti nella recente rivolta nazionale. Si è riferito ai chierici dissidenti e alla fazione sconfitta alle elezioni come a " ex politici e politi contemporanei che sono interni al sistema" e li ha avvertiti che causeranno la loro stessa "caduta" nel commettere tali errori.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
11 Settembre 2009
 

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