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Iran: studente condannato a 14 anni di carcere ed esilio

ImageCNRI – Durante un processo avvenuto alla corte del regime iraniano il 7 Settembre 2009, Meesagh Yazdan-nejad, uno studente di 23 anni, è stato condannato a 14 anni di carcere e all'esilio.

Prima d'ora era già stato incarcerato nel Braccio 209 e 350 del famoso carcere Evin a Tehran per due anni.
Era stato arrestato durante un brutale raid degli agenti del MOIS nella casa dei genitori e portato nel Braccio 209 di Evin il 9 Settembre 2007, venendo sottoposto a torture fisiche e psichiche.

Le ampie accuse nei suoi confronti riguardano la partecipazione alle celebrazioni in ricordo delle vittime del massacro di 30 mila prigionieri politici in Iran del 1988, la visita alla sorella a Camp Ashraf, in Iraq, e l'essere in contatto e-mail con il PMOI/MEK.

Il padre, Mojtaba Yazdan-nejad e la madre, Akram Sanjari , quando il bambino era ancora piccolo sono stati incarcerati per tre anni in condizioni atroci nei primi anni '80.
I tre zii del giovane, Hassan, Hossein e Ibrahim Sanjani , tutti membri del PMOI, sono stati uccisi nei primi anni '80.

Meesagh al momento versa in gravi condizioni di salute e necessita di cure mediche per le conseguenze delle torture e per lo sconvolgente stato in cui sono tenute le celle.

La Resistenza iraniana chiama tutte le organizzazioni internazionali per i diritti umani a condannare le sfacciate violazioni di diritti umani perpetrate dal regime e soprattutto l'arresto degli studenti iraniani, sollecitandole ad adottare azioni urgenti per il loro immediato rilascio.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
9 Settembre 2009
 

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