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Iran – Rajavi: l’appello degli ayatollah per rimozione di Khamenei è la fine del regime

Maryam Rajavi: l’appello degli ayatollah per rimozione di Khamenei è la fine del regime e palesa la sua irreversibile spaccatura, ed è il riflesso della rivolta popolare

ImageOgni negoziazione, favoreggiamento e apertura di conto sul regime cadente iraniano è complicità nella repressione degli iraniani, è illegittima ed è destinato al fallimento

La signora Maryam Rajavi presidente eletta del CNRI, ha definito l’appello di molti ayatollah per la destituzione di Khamenei un palese segno dell’inizio della fine del regime medioevale ed è il riflesso della rivolta popolare. Maryam Rajavi ha aggiunto che la rivolta degli iraniani, da tre mesi, che s’è esteso fino al bazar di Teheran  acuisce la crescente spaccatura nel vertice del regime la rende sempre di più irreversibile.

In una lettera aperta, il 15 agosto, all’Assemblea degli Esperti, molti ayatollah di Qom, Mashhad Esfehan hanno chiesto la destituzione di Khamenei. Questi denunciando che Khamenei avesse trasformato il Corpo dei passdaran come la sua guardia personale, la TV dello Stato una tribuna per una sua tribuna di propaganda e il velayat-e faghih come un califfato, e che ciò che accade in Iran non era mai successo in nessun altro regime criminale.
Prima di questi, gli importanti ayatollah tra cui Montazeri, Taheri Esfehani, Bayat Zanjani e Dastghieb e molti ex membri del majlès ( parlamento ) avevano chiesto la destituzione di Khamenei. Anche l’ex presidente del majlès dei mullà aveva rivelato gli atti criminali all’interno dei carceri dove le ragazze e ragazzi vengono violentemente torturati e stuprati. Cosi come, secondo una fatwa di Khomeini tiravano sangue dai prigionieri politici condannati a morte e stupravano le giovani ragazze prima di portale al patibolo, che la Resistenza Iraniana aveva denunciato sin dal 1981.
Gli ayatollah nella loro lettera aperta, tra l’altro hanno scritto che il principale responsabile di brogli nelle elezioni e le consegue violenze, anche quelle nei carceri, è Khamenei che finché questi non sia destituito la situazione attuale continua, ed anzi peggiorerà, allora ogni ritardo dell’Assemblea degli Esperti graverà le pesanti  responsabilità sui suoi membri. Il leader della Resistenza Iraniana, il 10 luglio, in un messaggio all’Assemblea degli Esperti aveva sottolineato che il regime dei mullà è ad un punto di non ritorno e aveva sollecitato i membri dell’Assemblea di sostituire Khamenei con l’ayatollah Montazeri  che prepari le elezioni democratiche sotto l’egida internazionale poi autosciogliersi, e si separi da questo regime criminale.
La signora Maryam Rajavi ha detto: “né l’attacco criminale ad Ashraf e l’uccisione dei combattenti di libertà, né la violenta repressione dei passdaran e dei basiji ed altri scagnozzi dei mullà  nelle strade e né le violenze atroci nei vari carceri in Iran e né gli appelli dei passdarn per l’arresto di Mussavi e Karrubi non risolvono i problemi irrisolvibile di Khamenei, anzi accresce solo la rabbia popolare e fortifica la loro volontà nella rivolta.
La presidente eletta del CNRI rivolgendosi alla comunità internazionale, in particolare agli Stati Uniti d’America e all’Unione Europea ha aggiunto di legare il proprio destino a quello del regime, la continuazione della politica di acquiescenza e incentivare e favorire questo regime è complicità nella repressione del popolo iraniano ed è inutile. Maryam Rajavi ha ancora chiesto la spedizione del dossier dei crimini del regime al Consiglio di Sicurezza dell’ONU e di interrompere le relazione diplomatiche e economiche con il regime religioso dittatoriale.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
 17 agosto 2009
 

 

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