Il principale ostacolo al cambiamento, è la politica d’accondiscendenza e nel suo cuore l’etichetta di terrorismo attaccato alle OMPI che deve essere abbandonato
CNRI, 15 gennaio -Ieri a seguito delle opinioni espresse da Mahmoud Ahmadinejad, il presidente del regime dei mullah, e alla vigilia della riunione dell’UE, gli USA, la Russia e la Cina a Londra, Maryam Rajavi, presidente della repubblica eletta dal Consiglio nazionale della resistenza iraniana, ha sfidato le dichiarazioni di Ahmadinejad dicendo che le dichiarazioni demagogici e belliciste del presidente del regime in declino al potere in Iran mostra ancora una volta, come lo aveva detto la resistenza iraniana in questa estate, che Khamenei, la guida suprema del regime, ha dichiarato la guerra alla Comunità mondiale, con privato la sua ingerenza in Iraq.
La sig.ra Rajavi ha sottolineato che di fronte all’opposizione crescente nel paese ed il rifiuto della sua politica, il regime di Teheran sente più che mai la necessità di esportare il terrorismo e l’integralismo, ed in particolare ha cercato di dominare di Iraq. Il regime considera che si tratta della sua sola possibilità di sopravvivenza. È per ciò che si oppone alla democrazia ed alla stabilità in Iraq ed in Medio Oriente e che lavora fortemente per far fallire i processi in corso. I mullah al potere in Iran vedono nella sovranità dell’Iraq il passo più importante nella realizzazione del loro sogno nocivo di un impero islamico mondiale. Vogliono ottenere la bomba atomica per fare cambiare l’equilibrio delle forze e preparare il terreno alla loro esportazione dell’integralismo e del terrorismo per salvare il loro regime dall’inevitabile caduta.
Il presidente della repubblica eletta dalla resistenza iraniana ha sottolineato che la soluzione al problema che l’Iran pone alla pace ed alla pace mondiale sotto il regime mullah, è precisamente un cambiamento democratico. Il cambiamento non può passare per la politica d’accondiscendenza con la dittatura religiosa o con una guerra straniera. È il popolo iraniano e la sua resistenza organizzata, che lottano per la libertà ed un governo rappresentativo, che detengono le chiavi di tale cambiamento. La politica d’accondiscendenza di questi ultimi venti anni, l’etichetta di terrorista e le restrizioni imposte all’organizzazione del Mojahedin del popolo Iraniano (OMPI), la principale forza della resistenza iraniana, sono stati i più grandi ostacoli al cambiamento in Iran. Questa politica ha terribilmente portato torto agli sforzi del popolo iraniano per un cambiamento.
La sig.ra Rajavi ha aggiunto che la politica d’accondiscendenza deve essere completamente abbandonato per neutralizzare una tragedia ed una guerra inevitabile, che occorre annullare l’etichetta ingiusto di terrorista attaccato alle OMPI e che il fascismo religioso al potere in Iran deve essere espulso dalla Comunità internazionale.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
il 15 gennaio 2006
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
il 15 gennaio 2006
