sabato, Luglio 20, 2024
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Iran: Continua lo sciopero della fame dei prigionieri politici

ImageCNRI, 15 gennaio – Un’ associazione per i diritti dei cittadini ha pubblicato un comunicato a Teheran all’inizio della settimana nella quale esprime la loro preoccupazione profonda riguardo la sorte dei prigionieri politici in sciopero della fame nelle prigioni iraniane.

Il comunicato rende nota  che nel momento in cui l’opinione pubblica internazionale si preoccupa della crisi nucleare in Iran, i prigionieri politici continuano uno sciopero della fame che dura da molte settimane. Il gruppo chiede alle organizzazioni internazionali dei diritti dell’uomo di intraprendere un’azione immediata ed inviare missioni umanitarie per indagare sulla  sorte  dei prigionieri e  liberarli. I prigionieri  che si trovano in molte prigioni del paese (la prigione d’Evine a Teheran, quella di Rajaishahr a Gohardasht, e quelle di Semnan, Bandar Abbas e Birjand) hanno mandato una dichiarazione a dicembre che chiede all’ONU ed al suo segretario generale di formare una commissione d’indagine per identificare i responsabili e gli individui implicati nel massacro e nella repressione dei difensori della libertà in Iran.

I prigionieri hanno riportato nel loro comunicato che avrebbero proseguito il loro sciopero della fame fino alla formazione di una commissione d’indagine: "La responsabilità della nostra salute dipende direttamente dal sig. Kofi Annan e dagli altri responsabili delle organizzazioni dei diritti dell’uomo incaricati alla difesa e alla tutela dei diritti dei popoli di tutto il mondo". La resistenza iraniana chiede a tutte le organizzazioni di difesa dei diritti dell’uomo di sostenere i prigionieri politici in sciopero della fame e chiede al segretario generale dell’ONU di rispondere rapidamente alla loro richiesta.

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