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Iran: nuove misure soppressive della Corte giudiziaria per combattere la rivolta popolare

ImageCNRI, 06 luglio – Il mullah Mahmoud Hashemi- Shahroudi, il Capo della Giustizia del regime iraniano, in una dichiarazione di Domenica , mentre si manifestava la paura del regime del potere "per l'aumento quotidiano di reti televisive anti-governative" che danno ancora più vigore alla rivolta, ha chiesto "misure più severe per combattere questo fenomeno" e ha sollecitato " gli onorevoli capi della giustizia e i giudici del paese " a dedicare " un settore dell'ufficio della procura " a questo lavoro per "sentenze esemplari e preventive" sul problema e a "prendere adeguate azioni giudiziarie , in base agli artt. 498, 499, 500, 504 e 508e i commi dell'art. 510 del codice penale islamico, contro chi in diversi modi cooperara con i media e i blog di internet"( Agenzia ISNA, 5 luglio 2009).

Gli articoli menzionati vanno sotto il titolo di " atti contro la sicurezza nazionale".

Secondo l'articolo 498, "chiunque , con qualsiasi scopo, forma un gruppo, associazione od organizzazione di più di 2 persone all'interno o all'esterno del paese , il cui intento sia distruggere la sicurezza nazionale e che non sia creato per fare guerra in nome di Dio, deve essere condannato dai 2 ai 10 anni di carcere".
Per il codice penale islamico la guerra contro Dio è punibile con la morte.

L'art.504 afferma che "Chiunque incoraggi le forze armate o coloro che sono a qualsiasi titolo a servizio delle forze armate a ribellarsi, scappare , arrendersi o non seguire i doveri militari, se si stabilisce che lo scopo personale è di far cadere il sistema o di lasciare che le nostre forze vengano sconfitte dai nemici, si considera guerra contro Dio e si condanna dai 2 a 10 anni , agli occhi del fascismo religioso che governa l'Iran, chi coopera con i canali televisivi e i siti internet dovrebbe essere ucciso e condannato a due anni di carcere.

Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza iraniana, ha descritto questa azione crudele dei mullah come un segnale della debolezza e grande vulnerabilità del regime che dimostra come anche la più piccola quantità di notizie alla portata della popolazione sono una minaccia.
I mullah cercano di spaventare invano la popolazione iraniana per sconfiggere la rivolta con un'ondata di arresti ed esecuzioni.
Maryam Rajavi ha avvertito che l'inumano regime pianifica di attrarre arresti estesi, e sollecit il Segretario Generale delle NU, il Consiglio di Sicurezza e tutte le organizzazioni internazionali per i diritti umani, a condannare le misure soppressive della Corte giudiziaria e di adottare un'azione urgenze per salvare la vita a coloro che sono stati arrestati nel corso della rivoluzione popolare.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
6 luglio 2009
 

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