Lunedi 17 ottobre 2005
Il CNRI, 13 OTT- Due giorni fa, in un espediente trasparente, il regime clericale "ha dichiarato la sua disponibilità ad impegnarsi in trattative, senza condizioni, con tutti i membri dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea), compreso il gruppo Eu-3 (Francia, Germania e Gran Bretagna)." I mezzi di comunicazione statali, inoltre, hanno segnalato che il regime aveva accettato il controllo dell’ Aiea di un certo numero di siti che (Aiea) aveva chiesto di visitare.
Le agenzie di stampa hanno scritto che Tehran aveva accettato i controlli del sito di Lavizan-Parchin.
Il sig. Mohammad Mohaddessin, Presidente del Commissione per gli Affari Esteri del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, ha detto, "non riuscendo con le sue vuote minacce e i bluff a ricattare la Comunità internazionale e temendo un consenso globale sulla necessità di deferire il suo dossier nucleare al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il regime clericale ha fatto ricorso a questo stratagemma demagogico per guadagnare tempo ed impedire il rinvio al Consiglio di Sicurezza. La disponibilità a negoziare, tuttavia, viene mentre i capi del regime clericale danno risalto in modo coerente all’intenzione di nascondere l’uranio nell’impianto di Isfahan, una palese violazione dell’accordo di Parigi."
Permettere il controllo di Lavizan 2 e Parchin, anche se vero, ha un valore piccolo se non nullo, perché la resistenza iraniana aveva rivelato le vaste attività nucleari in questi siti il 24 aprile 2004, 18 mesi fa. Purtroppo, nessun controllo di quei luoghi è avvenuto finora, ciٍche ha dato al regime un ampio tempo per trasferire o celare le principali apparecchiature per le attività nucleari vietate.
Il Presidente del Commissione per gli Affari Esteri del CNRI ha sottolineato che i mullà avevano già ammesso di aver tratto il massimo vantaggio dai colloqui biennali con l’Unione Europea per ridurre le loro carenze, progetti totalmente differenti a Isfahan degli impianti di acqua pesante ad Arak la costruzione centrifughe. "La Comunità internazionale deve quindi ignorare questi trucchi e non esitare nel trasferimento del dossier nucleare di Tehran al Consiglio di Sicurezza per imporre un embargo tecnologico e sul petrolio contro il governo teocratico," ha detto.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
13 ottobre 2005
