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Iran: Maryam Rajavi accoglie la risoluzione UNSC contro il regime iraniano

Maryam Rajavi accoglie la terza risoluzione sulle sanzioni del Consiglio di Sicurezza delle NU contro il regime dei mullah e chiede delle sanzioni più ampie.

Il regime è estremamente sensibile alle sanzioni che intensificano la distribuzione dei poteri delle fazioni e che aumentano le rivolte popolari.

ImageCNRI, 03 Marzo – Stamattina presto il Consiglio di Sicurezza delle NU hanno adottato la terza risoluzione che impone nuove sanzioni contro il fondamentalismo religioso che governa l’Iran.La nuova risoluzione sottolinea i contenuti delle precedenti risoluzioni 1969, 1737 e 1747 e ripete che il regime non ha collaborato con il protocollo aggiuntivo e non ha osservato i mandati dell’insieme dei Governatori AIEA.

Il Consiglio nella nuova risoluzione ha punito 13 persone che lavorano per il regime iraniano e 10 industrie che sono coinvolte nei programmi nucleari.

Chiede anche agli stati membri di trattenersi dal permettere ai carichi di navi e di aerei dall’entrare dei loro porti e nei loro aereoporti e di sottoporli a delle attente ispezioni.
La risoluzione ammonisce gli stati membri dall’entrare nelle transazioni finaziarie con le banche iraniane.

La Sig.ra Maryam Rajavi, il Presidente eletto della Resistenza iraniana, si è congratulata con la popolazione iraniana, soprattutto con gli uomini e le donne che hanno coraggiosamente aiutato la Resistenza iraniana a rivelare i programmi nucleari del regime, per l’adozione della risoluzione e il rifiuto dei loro programmi per evitarne la messa in opera.

Ha detto che l’adozione della terza risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle NU contro il regime ,che è coinciso con il viaggio fallimentare di Ahmadinejad in Iraq che si è trovato di fronte alle proteste degli iracheni e al fallimento dei suoi complotti contro i membri del PMOI ad Ahraf, in Iraq, sono indicativi della crisi del regime nella sua vacillante situazione.

Allo stesso tempo ha descritto la risoluzione come inadeguata e anappropriata alla luce della sfida del regime iraniano alle leggi internazionali ,e ha chiesto l’imposizione di ampie sanzioni sul petrolio e sulle armi, e anche di tipo diplomatico e tecnologico contro il regime; regime che non rispetta le risoluzioni internazionali e che cerca di ottenere la bomba atomica e di destabilizzare la pace e la sicurezza della regione e del mondo.

La Sig.ra Rajavi ha aggiunto che il programma di produrre testate nucleari e di creare il Centro per il Comando e il Controllo per la Produzione della Bomba Atomica che sono state entrambe scoperte dalla Resistenza iraniana il 20 Febbraio, in aggiunta alle affermazioni degli agenti IAEA del 26 febbraio, riguardanti il programma delle testate nucleari e un detonatore alla distanza di 10 km a partire da un pozzo interrato a 400m con esplosioni che raggiungono l’altezza di 600m, dimostrano che non c’è più tempo a disposizione per la comunità internazionale di fermare il dio del terrorismo dall’ottenere la bomba nucleare.
Tuttavia, ogni ritardo nell’adottare un atteggiamento deciso di fronte al regime iraniano farà trovare la regione e il mondo di fronte ad una catastrofe ancora maggiore.

La Sig.ra Rajavi ha ripetuto che la politica di pacificazione e di dialogo ha fornito le maggiori opportunità al regime iraniano per nascondere la produzione della bomba nucleare.
Ha detto che a dispetto delle ammissioni del regime religioso, esso è molto suscettibile alle sanzioni, che inasprirebbero la crisi interna del regime e le proteste sociali e pubbliche e il discontento contro di esso. Il Presidente eletto della Resistenza iraniana, mentre metteva in evidenza le visioni del regime religioso sulla bomba nucleare e l’esportazione del fondamentalismo e del terrorismo in generale e l’acquisto di potere in Iraq nello specifico come i due pilastri per la continuazione del suo ruolo illegittimo, ha ricordato che la definitiva soluzione all’attuale crisi iraniana è un cambiamento democratico da parte della popolazione iraniana e della Resistenza. Di conseguenza, un atteggiamento deciso , in aggiunta alle sanzioni imposte, dovrebbe riconoscere il diritto della popolazione iraniana a resistere contro il fondamentalismo religioso e a far rimuovere l’etichetta di terrorismo contro l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo iraniano( PMOI).
Le branche giudiziarie in Europa hanno ordinato l’annullamento dell’etichetta di terrorismo che è stato il principale ostacolo al cambiamento in Iran.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
3 Marzo 2008
 

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