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Iran – Donne : Un anno di repressione delle donne in Iran

ImageCNRI- Il comitato femminile del CNRI ha preparato un rapporto sulla repressione delle donne in Iran per l’anno passato. Il risultato dei suoi studi mostra che l’88% delle donne sono vittime della violenza psicologica.
Le donne sono soggette a molestie, maltrattamenti e repressione per il colore o la forma dei loro vestiti. Il termine “mal-velato” nel gergo dei mullah, non riguarda solo la sciarpa per coprire la testa ma il modo di comportarsi e tutti gli ornamenti che ricoprono il corpo di una donna, considerato come la fonte della tentazione e del peccato.

L’anno scorso (dal 21 marzo 2006 a 21 marzo 2007) 317.000 donne hanno ricevuto delle ammonizioni nelle strade per il loro abbigliamento. Negli uffici e nelle università questo fenomeno ha preso la forma di regole più severe.
Il ministro delle Scienze ha dichiarato che i vestiti indecenti degli studenti danno un’immagine scandalosa delle università: “l’ambiente universitario non è libero da limitazioni. Gli studenti non devono venire all’università con vestiti strani o con il trucco perché questi provocano disturbo. Al contrario, gli studenti devono essere vestiti in un maniera ortodossa e rispettare la serietà dell’istituzione universitaria. Gli studenti che non rispettano il quadro dell’università con il loro modo di vestire, devono essere rimandati a casa.” (Giornale Kargozaran, 21 gennaio 2007)

Un MP del regime fatto la seguente considerazione “le donne non  devono vestire abiti frivoli e diversi tra loro che le rendono oggetti del desiderio, dal momento che la religione impedisce di vestire abiti provocanti”. (Kargozaran Neswpaper, 21 gennaio 2007)
Il secondo più grande numero di casi di violenza, che ammonta al  76% del totale riguardano la violenza sessuale. Questo tipo di violenza è più duro e più frequente della violenza psicologica. Siccome i problemi sessuali rientrano nella sfera privata, le donne si rifiutano di parlarne. Quindi, si può concludere che i dati riguardo alla violenza sessuale sono ancora più importanti perché il silenzio delle donne porta ad un aumento delle malattie a trasmissione sessuale e traumi psicologici.
Le donne ritengono che l’unico modo per sfuggire la violenza sessuale, familiare e sociale sia l’educazione superiore. Vedono nell’università una via di fuga dal matrimonio forzato e un’opportunità per vivere in maniera indipendente il loro percorso anche se all’università la violenza assume altre forme. Possiamo, quindi, concludere che la violenza contro le donne è cresciuta drammaticamente da quando Ahmadinejad è diventato il Presidente dei Mullah.

Durante l’anno 1385 del calendario iraniano (dal 21 marzo 2006 al 21 marzo 2007) le donne hanno protestato in tutto il paese. Il 12 giugno, 3000 donne sono scese in strada, l’otto marzo 1000 donne hanno manifestato a Teheran, così come molte centinaia di più nella città curda di Sanandaj. Questi movimenti sono stati duramente repressi, portando a centinaia di arresti.
L’anno 1385 può essere riassunto usando i dati ufficiali, che alzano il velo su una spaventosa realtà.
Esecuzioni e lapidazioni : 8
Condanne a morte e alla lapidazioni : 52
Numero di prigioniere: 5413
Donne arrestate : 5978
Ammonizioni per essere mal velate : 317,193
Operazioni repressive contro le donne : 100
Citazioni in giudizio e condanne : 558
 
Divorzi : 2786
Ragazze scappate di casa : 302,399
Donne vendute all’estero al giorno : 54 donne tra i 16 e il 25 anni (19,710 all’anno)
Donne disoccupate : 1,300,012
Donne in una situazione di povertà : 8,002,500

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

30 Marzo 2007

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