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Iran: Continuano le manifestazioni delle insegnanti

Maryam Rajavi sostiene le proteste degli insegnanti e richiama alla liberazione dei prigionieri

ImageCNRI 18 marzo 2007 – Le manifestazioni degli insegnanti continuano in molte città in Iran. Secondo le informazioni ricevute, numerosi insegnanti hanno smesso di lavorare in sostegno alle proteste dei loro colleghi a Teheran. Giovedì, la maggioranza degli insegnanti ha rifiutato di fare lezione a Oroumieh ed Ardebil, nel Nord-est dell’Iran.

Il 17 marzo, il ministro dell’istruzione del regime dei mullah ha annunciato l’immediata chiusura degli stabilimenti, che segna l’ufficiale inizio delle vacanze scolastiche in occasione del capodanno iraniano. Ma si era annunciato che sarebbe cominciato il 19 marzo.

Il vice comandante delle forze di sicurezza dello Stato (SFE), il generale Hossein Zolfaqari ha lanciato delle minacce dicendo che "i problemi degli insegnanti sono stati esaminati e che le loro manifestazioni sono inutili (…) molti istigatori sono stati fermati." Ma non si ha la cifra esatta dei prigionieri arrestati", ha riportato l’agenzia di stampa ufficiale ISNA il 16 marzo."

Fonti informatiche parlano di centinaia di insegnanti imprigionati durante gli interrogatori in quest’ultimi giorni a Teheran.

Il 15 marzo, il ministro dell’istruzione, Mahmoud Farchidi avevano dichiarato con arroganza: "Non avevo nessuna intenzione di parlare di insegnanti arrestati poiché non ho alcuna informazione al riguardo, ci sono solo delle persone che vogliono mettere in crisi il paese." Propagare informazioni su arresti di insegnanti in un sistema che mira all’orgoglio della sua popolarità religiosa, mira soltanto a scalzare la credibilità del regime ", ha riportato l’agenzia di stampa ufficiale ILNA il 15 marzo."

La presidente della repubblica eletta della Resistenza iraniana, Maryam Rajavi ha salutato tutti gli insegnanti che hanno protestatato ed ha richiamato tutti gli studenti e i giovani a sostenerli nella loro lotta. Ha chiamato tutte le organizzazioni di difesa dei diritti dell’uomo e i sindacati del corpo degli insegnanti a condannare le misure repressive del regime iraniano e a fare tutto il possibile per ottenere la liberazione degli insegnanti che sono stati ingiustamente imprigionati.

Segretariato del Consiglio nazionale della resistenza iraniana
il 17 marzo 2007

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