domenica, Febbraio 5, 2023
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Iran: I gruppi iraniani si fanno sentire al summit europeo

Image“L’UE ha il dovere di rispettare la sentenza della Corte” c’era scritto sugli striscioni gialli e blu, in  riferimento al verdetto del dicembre 2006 del Tribunale di Prima Istanza con il quale è stata annullata la decisione presa nel 2002 dall’UE di mettere nel registro il PMOI, sulla base del fatto che non è stata presentata al Tribunale alcuna prova di una attività terroristica recente.

Nonostante questo l’UE ha mantenuto il PMOI sulla lista dei terroristi, sostenendo che la sentenza non si applica alla decisione presa successivamente, cioè nel maggio del 2006, di mantenere il PMOI sul registro.
Alla manifestazione di giovedì hanno partecipato anche la leader del CNRI Maryam Rajavi, 18 membri del parlamento nazionale, senatori, membri del Parlamento Europeo e ex-giudici provenienti dalla Francia, dalla Gran Bretagna, dal Belgio, dalla Spagna, dalla Norvegia, dal Portogallo, dalla Polonia, dalla Lituania, dalla Germania, dall’Italia, dalla Danimarca, incluso Lord Slynn (un ex-giudice della Corte di Giustizia dell’UE) e Lord Taverne QC (un membro del Partito liberale inglese).
Lord Slynn si è rivolto ai manifestanti sostenendo che l’UE sta infrangendo le sue stesse leggi mantenendo il PMOI sulla lista. Ma Brussel rigetta categoricamente le accuse, mentre promette una revisione approfondita della lista terroristica a Luglio, in linea con le richieste della Corte per una maggiore evidenza. “Sono completamente sicuro che non ci sia alcuna lacuna legale” ha detto un funzionario dell’EU, nel frattempo 104, fra gruppi e individui inseriti nella lista affrontano il congelamento di tutti i loro fondi e la stigmatizzazione politica.
Comunque, nella manifestazione le sottigliezze legali della situazione sono rapidamente passate in secondo piano, i membri del PMOI erano infatti molto più interessati a convincere governi e opinione pubblica che loro rappresentano la migliore opzione per l’occidente di un cambiamento di regime a Teheran – senza ricorrere all’invio di truppe statunitensi.
“Chiedo ai capi di stato dell’UE di riconsiderare le loro politiche” ha detto Maryam Rajavi “Noi offriamo al mondo un Iran libero da armi nucleari, che persegue la pace e la sicurezza nella regione e che rispetta i diritti umani e la democrazia,” ha aggiunto, fra la gente che cantava slogan del tipo “PMOI si, Mullah  no! Sono loro i terroristi! Devono andarsene!” in un momento della manifestazione, iniziata ore prima che i 27 leaders dell’UE si radunassero per il loro summit primaverile appena 200 metri più in là.
L’Organizzazione dei Mujahedin del Popolo Iraniano (PMOI) è nata nel 1965 come un movimento marxista islamista anti corruzione ma i suoi membri hanno lasciato il paese dopo essere stati oggetto delle purghe del regime che, dopo la rivoluzione culturale, ne ha massacrati più di 150,000.
Nel 1990, il PMOI ha organizzato delle incursioni contro l’Iran attraverso le frontiere dalle basi in Iraq  ma, nel 2001, ha rinunciato all’uso delle armi, cosa confermata da un rapporto dell’esercito americano del 2003 in cui si dice che l’ala irachena del PMOI non ha più alcuna arma.
Il portavoce del ministero degli esteri del NCRI, Mohammad Mohaddesin, ha riferito agli osservatori dell’UE che “ la vera ragione della scelta politica dell’UE di mantenerci sulla lista è che stanno ancora cercando di raggiungere un accordo con il regime iraniano” nel tentativo di “far guadagnare tempo” alla diplomazia dell’UE. Tempo necessario a convincere Teheran a sospendere l’arricchimento dell’uranio. Mohaddesin ha sostenuto, inoltre, che il registro terroristico invia un “messaggio politico negativo dal quale emerge il mancato appoggio da parte dell’Europa alla resistenza iraniana” ostacolando così il lavoro di quest’ultima in Iran.
Il britannico lord Slynn ha affermato che negli Stati Uniti – anche loro hanno messo il PMOI nella lista dei gruppi terroristici- Danimarca, Irlanda e Norvegia ci sono “segni di movimento” in vista di una possibile futura cooperazione con i mujahedin. “Per quello che posso vedere, l’unica speranza è  il PMOI – questo non vuol dire che sia completamente accecato dall’entusiasmo riguardo a loro e che loro saranno dei democratici liberali modello (se andranno al potere),” ha aggiunto in una nota di prudenza riguardo all’agenda politica del gruppo.
Che cos’è il PMOI ?
L’NCRI presenta se stesso e il PMOI – che ha un profilo politico di gran lunga più forte all’interno dell’Iran rispetto al NCRI- come un movimento di massa, fondato, nel passato, da iraniani comuni e interessato puramente alla creazione della democrazia. Gli attivisti rigettano l’insinuazione secondo la quale l’ala irachena del PMOI avrebbe ucciso dei civili iraniani nel 1990 o che esso ancora nasconda riserve di armi segrete. Gli stessi attivisti interpretano queste insinuazioni come “una campagna di disinformazione portata avanti dagli agenti iraniani”
Il fatto che Teheran veda il PMOI come una minaccia al suo potere appare evidente dalle sue azioni – diplomatici iraniani hanno riferito alla stampa, a Brussel, pochi giorni prima della manifestazione che il PMOI ha ancora armi nel campo di Ashraf in Iraq a che la protesta di Brussel sarà gonfiata dagli emigranti africani ai quali è stato promesso aiuto con i documenti per la residenza in Europa in cambio della loro presenza giovedì. “Sono qui perché supporto il PMOI in quanto musulmano,” ha affermato un sudanese alla manifestazione, agli osservatori dell’UE.
All’incirca dieci anni fa un criminale ha provato ad uccidere Mohaddesin mentre era in viaggio per l’aeroporto di Istanbul, scatenando un inferno di fuoco con una mitragliatrice e ferendo gravemente il collega di  Mohaddesin, Hossein Albedini. Inoltre, sono 300 gli attivisti dell’opposizione uccisi, fuori dall’Iran dall’avvento degli Ayatollah.
 Il livello di sicurezza era molto alto giovedì a Brussel, e il governo belga ha mandato dozzine di guardie del corpo per tenere lontano le facce sconosciute dalla tenda di Maryam Rajavi.
Ma è vero anche che alcuni iraniani esiliati in Europa diffidano profondamente del movimento Rajavi, credono ai rapporti secondo i quali il PMOI avrebbe ucciso i civili, e sostengono, invece,  Reza Palavi – l’erede al trono del monarca che governava  prima degli ayatollah, adesso in esilio negli Stati Uniti- in quanto lo considerano l’uomo in grado di riportare la dignità e la libertà in Iran. “Se Rajavi camminasse per le strade di Teheran la gente le tirerebbe le pietre, non i fiori” ha affermato un iraniano in esilio.
 

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