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Iran: Appello per rivelare e espellere le spie del regime iraniano dai paesi europei

Dettagli dei complotti del ministero delle Informazione del regime contro i dissidenti iraniani in Svezia

ImageCNRI, 4 maggio – Nella relazione della polizia di Sicurezza svedese ( Sapo ) pubblicato, aprile 2009, riporta le notizie riguardo un ufficiale dei servizi che prestava la sua opera sotto la falsa copertura del consigliere. Questa relazione rivela una piccola parte dei complotti del regime iraniano contro i dissidenti e contro i rifugiati. La relazione spiega come si raccoglieva le informazioni e le individuazioni dei dissidenti iraniani per fermare le loro attività, con le minacce e corruzione. Come il regime diffondendo le false informazioni e con le propagande menzognere demonizzava l’opposizione e distruggeva la fiducia verso i suoi dissidenti, e con infiltrazioni tra le loro file li costringeva di collaborare minacciando, arrestando e torturando i famigliari in Iran.

Il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, CNRI, nel corso di due conferenze stampa, il 14 marzo 2008 e il 19 gennaio 2009, a Stoccolma aveva rivelato le attività di spionaggio e  i complotti dei diplomatico-terroristi del regime in Svezia. Il CNRI in quelle occasioni aveva chiesto la rivelazione dei loro nomi, il loro processo e espulsione di tutti i mercenari e le spie del regime iraniano, diplomatici o non da tutta l’Europa.
Hassan Saleh Majd, un diplomatico-terrorista del regime dei mullà è stato espulso, nel gennaio 2008, dalla Svezia come persona non grata, è un agente del ministero delle Informazione e della Sicurezza Iraniana ( MOIS ) che sotto la copertura del responsabile culturale dell’ambasciata del regime iraniano mandato in missione a Stoccolma nel febbraio 2006. Nel febbraio 2007 un altro diplomatico del regime, Javad Monfared è stato espulso dalla Svezia. Questo attualmente lavora a Teheran nell’ente Relazioni islamiche, il principale centro  di esportazione dell’integralismo e del terrorismo che dirige e coordina le attività dei fondamentalisti in Svezia.

Dopo l’espulsione di Saleh Majd, il regime dei mullà non ha un consigliere culturale in Svezia, ma il mercenario, Mohammad Javad Mohammadi, il genero dei mullà Mohammadi Araqi, l’ex responsabile dell’ente Propaganda islamica e l’ente della cultura e delle relazioni islamiche, ufficiosamente lo sostituisce.
Un compito dei servizi e dei diplomatico-terroristi del regime è la raccolta delle informazioni. Questo un metodo molto usato dal regime iraniano che usa i suoi diplomatici ufficiali e le squadre operative del ministero delle Informazioni, con la copertura dello status di rifugiato, compiano le loro operazioni criminose e terroristiche. Ad esempio la signora Zahra Rajabi fu uccisa, nel febbraio 1996 ad Istanbul, con questa modalità.
Nel dicembre 1993 quattro dei diplomatico-terroristici del regime dei mullà sono stati espulsi dalla Svezia, due si spacciavano come rifugiati sono stati condannati. Questi ebbero il compito di uccidere i responsabili della Resistenza Iraniana che sono stati neutralizzati.

Nella relazione della polizia di Sicurezza svedese riguardo al diplomato che è stato espulso è scritto: “Un ufficiale dei servizi viene espulso, nel 2008, dalla Svezia. Questo individuo lavorava nella sua ambasciata a Stoccolma, ma anziché assolvere la propria mansione di consigliere, lavorava, sistematicamente sui rifugiati del suo paese in Svezia. Preparava i  dossier che comprendeva le minacce e la violazione dei loro diritti … Le attività violavano i diritti e la libertà dei cittadini”.
La relazione Sapo continua: “il consigliere che non era altro che un ufficiale dei servizi, raccoglieva, usando strumenti falsi, le informazione contro le persone uscite dal loro paese. Questo individuo ha tentato, in qualche caso riuscito, penetrare nei gruppi d’opposizione e assoldare le persone adatte, quelle aventi accesso alle informazioni. Le persone assoldate erano i rifugiati in Svezia, provenienti dal paese dell’ufficiale che avevano una posizione invulnerabile e fragile nella società svedese, oppure erano illegali o che percorrevano il processo di diventare rifugiate … L’ufficiale le prometteva che in cambio di informazioni ricevevano gli aiuti per diventare rifugiati, oltre che con la minaccia e con l’imprigionare e torturare i loro membri di famiglia nella patria le costringeva di collaborare”.
La relazione spiega come: “Gli ufficiali stabiliti in Svezia, con l’aiuto delle loro spie, raccolgono le informazioni riguardo i gruppi d’opposizione. In più con la minaccia e corruzione cercano di neutralizzare le attività critiche dei dissidenti. Questi diffondono le informazioni false e propagande menzognere contro l’opposizione per rovesciare lo scenario. Con le loro propagande rivolte ai politici e mas midia tentano demonizzare l’opposizione e dissidenti e distruggere la fiducia nei loro confronti”.

Nella conferenza stampa del CNRI, è stato rivelato anche che il regime dei mullà oltre alla sede dell’ambasciata attraverso di molti altri centri non ufficiali, come la moschea Emam Ali a Stoccolma, moschea Balal a  Gothenburg, moschea di Emam Sadegh a Malmö o, centro Maarefat a Gothenburg, Seminario di Heidari, Seminario di Najafiha, i centri ya-Zahra svolge le sue attività di spionaggio e integralista. Questi centri sono diretti sotto sovrintendenza del mullà Vaezi, rappresentante di Khamenei in Svezia ed sono finanziati dall’ente della cultura e delle relazioni islamiche.
La Resistenza Iraniana ancora una volta lancia l’allarme per le vaste e molteplici attività di informazioni e di spionaggio che preparano il terreno delle future azioni terroristiche all’estero, in particolare nei paesi come la Germania e la Francia; afferma che i governi di questi paesi hanno la responsabilità di garantire la sicurezza e l’incolumità dei rifugiati e dei dissidenti iraniani; si appella di rivelare, processare ed espellere questi mercenari e spie!

 Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana        

4 maggio 2009

 

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