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Iran: 59 esecuzioni nel mese di gennaio

Alla vigilia dell'anniversario della rivoluzione antimonarchiste, il regime dei mullah ha proceduto a 17 impiccagioni nelle prigioni di Rafsanjan, Bojnourd, Mashad, Kazeroun, Isfahan e Shiraz

ImageCNRI, 02 feb – Alla vigilia del 30e anniversario della rivoluzione antimonarchiste, il regime dei mullah ha proceduto a 17 esecuzioni. Il 31 gennaio, un prigioniero a nome Heshmat è stato appeso a Kazeroun (secondo il quotidiano ufficiale Iran), e gli altri due alla prigione di Adel-Abad a Shiraz, nel sud (secondo il quotidiano ufficiale Etemad). Secondo fonti governative, il 29 gennaio, il regime ha peso una donna di 35 anni dopo 12 anni passati nella prigione di Rafsanjan. Altri due prigionieri, Reza Adeli, della sezione dei giovani della prigione Dastgerd di Isfahan, ed Ahmad Abed Ebrahimi, 34 anni, della sezione 4 della prigione centrale Datsgerd della stessa città è stato appeso il 28 gennaio all'alba.

Alla vigilia, quattro altri prigionieri erano stati appesi a MaShad (secondo il quotidiano ufficiale Qods). Un prigioniero, nome di Hassan. A. è stato appeso nella provincia di Fars (località ufficiale Iscanews affiliata al corpo dei pasdaran, 27 gennaio). Il 25 gennaio, sei altri prigionieri erano appesi nella provincia del Khorassan del Nord (agenzia di stampa ufficiale Irna, 25 gennaio) Così, senza tenere conto dei prigionieri sottoposti a punizioni crudeli come la lapidazione o l'amputazione, il numero di prigionieri effettuati nel mese di gennaio si monta a 59. Si tratta in realtà di una parte delle esecuzioni terribili indicizzate nei mass media ufficiali. Il numero reale di prigionieri uccisi è molto più elevato nelle prigioni del dittatore religioso al potere in Iran. Occorre anche citare che la settimana scorsa, il sistema giudiziario del regime ha condannato a morte ed a pene di prigione tre membri di una stessa famiglia a Teheran, ed ha pronunciato un'altra ha penato di morte per un giovane. D'altra parte, in occasione di un incidente sospetto, Nabi Pirmohammadi, 22 anni, originario del Lorestan, che studia in antropologia a Teheran, è stato gettato dal quarto piano della biblioteca, il 27 gennaio. È morto del seguito delle sue ferite. Quest'aumento della repressione rivela il timore dei mullah dell'aumento delle proteste e delle crisi interne ed internazionali. La Resistenza iraniana chiama tutte le organizzazioni ed istanze dei diritti dell'uomo, in particolare l'alto commissariato ai diritti dell'uomo dell'ONU, di condannare il deterioramento della situazione in Iran. Sottolinea più che mai la necessità di rinviare il bilancio dei mullah in materia e sulla situazione catastrofica delle prigioni dinanzi al Consiglio di sicurezza dell'ONU per attuare misure costrittive.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
Il 2 febbraio 2009

 

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